Spaghetti-Pop, Ep.12 : ''Oh Carol'' di Neil Sedaka

''Oh Carol'' - Neil Sedaka.

5 Settimane. #1 nelle classifiche il 12/12 1959. Poi ancora dal 2/1 al 9/1 e dal 23/1 al 30/1 1960.


Eccoci arrivati dunque all'ultimo brano di questo anno, questo 1959 che poi andremo ad analizzare più a fondo musicalmente. Un anno che ci ha lasciato non poche sorprese, e che chiudiamo con la canzone che non solo funge da transizione con l'anno che verrà, ma anche con la chiusura di un decennio, con la fine di questi anni '50. Lasciando ad altri il compito di analizzare il decennio in sé, io preferisco concentrarmi sulla parte musicale, parlando oggi di Neil Sedaka e della sua ''Oh Carol''. 

Neil Sedaka, sebbene sia americano da Brooklyn come le gomme da masticare omonime, è in realtà un fritto misto di origini etniche : turche, russe, polacche ed addirittura di origine ebrea, e fluente in lingua italiana, visto il grande successo, anche futuro, delle sue canzoni nella nostra lingua nostrana. Neil Sedaka, soprattutto in questa canzone, è un po'l'espressione massima di questo percorso musicale americano che si sta concludendo però, e ''Oh Carol'' rappresenta il perfetto mezzo di transizione. Detto in soldoni, ''Oh Carol'' fa abbastanza cagare, ma non per colpa di Sedaka. Il nostro Neil ci mette anche del suo in questa canzone dal ritmo abbastanza spagnoleggiante quasi, in questa sua serenata Pop/Rock N'Roll alla cantante Carole King, che sicuramente avrà fatto come me prendendo sonno nella parte in mezzo in cui Neil pare leggere una lettera d'amore con la destrezza orale e la dizione di un bambino delle elementari svogliato. 

Ma il problema grande, ed è bello grande, di questa canzone non è tanto quanto fuori posto sia a tratti, né quanto Neil sia strano sebbene faccia il suo lavoro come cantante (e mi inchino al successo di questa canzone considerando che Neil Sedaka aveva qualcosa come venti anni quando è stata pubblicata). Il problema è che appena ho ascoltato ''Oh Carol'' mi è venuto subito in mente a cosa assomigliava : ''A Teenager in Love'', canzone di Dion & The Belmonts, canzone uscita sempre nel 1959 che mi sta sullo stomaco in una maniera allucinante per numerosi motivi, primi fra tutti la sua lentezza come pezzo, la voce al confine col coma dei cantanti di quel gruppo e, fregandomene completamente del fatto che ''A Teenager in Love'' sia considerato uno dei pezzi più belli di Rock N'Roll di sempre, del fatto che quella canzone mi fa vomitare zuccherini da quanto dolce e smielata è, sia nel testo come nel sound. Incredibile come sia possibile, eppure è vero. Ecco, ''Oh Carol'' è identica come tono complessivo e presenza sonora e canora. Questo pezzo incorpora in sé, magari involontariamente, tutti i cliché degli anni '50, delimitando la transizione con il decennio che segue. Di più, ad ascoltare la canzone con un orecchio odierno si riesce benissimo a captare l'eco di quello che sarebbero stati gli anni '50 nella cultura popolare futura, in maniera simile a come vediamo ora gli anni '90. Tutto ciò avvenne davvero negli anni '70, quando la cultura di quel decennio ormai remoto venne rivisitata sotto il filtro di prodotti come ''American Graffiti'', ''Grease'' e soprattutto ''Happy Days''. ''Oh Carol'' è la rappresentazione stereotipata di un decennio, l'ultima eco di un periodo che si sente arrivato alla frutta, che in questa canzone rasenta a tratti la parodia di sé stesso. La canzone potrà anche essere un'allegra dichiarazione d'amore, ma per me è una delle descrizioni più tristi di un'epoca che sta guardando sé stessa divenire, un poco alla volta, obsoleta. 

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