Il Sorprendente Album d'Esordio de I Cani compie 10 anni. Parliamone
di Alessandro Beghetto
Itpop.
Un genere che ha preso parte del panorama musciale italiano dai primi anni ’10
per poi esplodere come una bolla negli ultimi anni. Una miriade di artisti
indipendenti, alcuni bravi ed altri meno, hanno cavalcato quest’onda
discografica. In pochi si sono salvati, mentre molti, specialmente quelli più
mediocri musicalmente, son finiti in un gigantesco tunnel destinato al
dimenticatoio.
E
poi c’è lui, Niccolò Contessa. Quando parli del Sorprendente Album D’esordio De
I Cani (disco targato 42 Records) è difficile non associarlo al termine “Itpop”,
ma di quello che la gente si ricorda.
I
Cani è un progetto one-man-band creato da Niccolò Contessa, diventato virale in
rete data dalla rapida diffusione di link nei vari social dove erano caricati
vari singoli che poi avrebbero preso parte alla creazione del primo album del
cantautore.
La prime canzoni apparse in rete furono “I Pariolini di Diciott’anni” e “Wes Anderson”, caricate su Soundcloud con lo sfondo di un cane, da qui il nome della band “I Cani”. Una tattica di lancio molto semplice, ma allo stesso tempo estremamente efficace, tanto da diventare un fenomeno web in quegli anni.
Il Sorpendente
Album D’Esordio De I Cani ha qualcosa di magico al suo interno. I testi
trattano temi post-adolescenziali che tipicamente corrispondo all’età dei
vent’anni. L’università, gli esami, gli amori (spesso finiti), le feste nei
club ed altre tematiche che ritornano in quasi tutte le tracce, ma che lasciano
ad ognuno di noi uno spazio interpretativo ed inclusivo, tale da rispecchiarsi
in alcune situazioni.
È
proprio sui testi che vorrei focalizzare l’attenzione.
I
Cani con le loro canzoni riescono a creare dei microcosmi che si rifanno alla
realtà di tutti i giorni. C’è da dire che Contessa ha messo molto del suo
personale all’interno, ma determinate situazioni clichè rendono le canzoni di
facile appropriazione.
Di frasi iconiche questo disco ne è pieno zeppo, versi che poi sono diventati storia dell’indie italiano:
“Le Lomo, le Polaroid, l’immagine di sé che mette ansia; le finte ansie, giuro, non c’è posto nel mio cuore” (Hipsteria)
“Le velleità ti aiutano a scopare quando soldi sono troppi o troppo pochi e non sei davvero ricco né povero davvero nell’altro divanetto che non paghi per intero” (Velleità)
“Le coppie si fanno i regali, festeggiano un mese, sei mesi e poi gli anni […] in macchina cala il silenzio, lei scocciata e si guarda allo specchio. Lui fa finta di niente, alza la musica e guida da brillo” (Le Coppie)
“Vedi Niccolò, la gente non è il mestiere che fa, o i vestiti che porta, le scarpe che mette, la roba che ha. E per questo non mi riconoscono in questa società; per me contano i dischi, i bagni nel mare, l’umanità” (Post-Punk)
“I
Pariolini di diciott’anni coprano e vendono cocaina, fanno le aperte coi
morotini, odiano tutte le guardie infami. Animati da un generico quanto
autentico fascismo, testimoniato ad esempio dagli adesivi sui caschi” (I Pariolini Di Diciott’Anni)
Il
disco è candenzato da sintetizzatori in pieno stile syth-wave e da una sezione
ritmica, basso e batteria, molto serrata con reminescenze punk. Piccola
curiosità, il gruppo dove militava Contessa prima dell’avvento de I Cani era
una band post-punk, dunque l’influenza di questo genere è stata volutamente
inserita dall’autore.
Ora Niccolò Contessa si è ritirato dalle scene musicali italiane da un paio d’anni, tranne per qualche apparizione sporadica (vedasi l’ultima fatta nel programma comico condotto da Lundini), e questo non fa altro che alimentare un hype tremendo a quello che sarà (e se uscirà) il nuovo album de I Cani. Quello che sperano un po’ tutti i fan della band è che smetta di “nascondersi” dietro la veste di produttore/autore per altri artisti, ma che focalizzi l’attenzione più sul progetto che lo ha reso famoso in tutta Italia.
Per il momento, non dobbiamo far altro che pazientare e goderci quello che Contessa ci ha già regalato; e per quanto riguarda Il Sorprendente Album D’Esordio De I Cani l’ascolto è d’obbligo.
Una perla cantautorale pop da ascoltare con una piccola vena di malinconia, che migliora se si è un po’ brilli.
Brani consigliati: ''Hipsteria'', ''Le Coppie'', ''Post Punk'', ''Wes Anderson'', ''I Pariolini di Diciott'Anni'', ''Velleità''
Esperto di Rock e Indie (tant'è che aveva prenotato questo album da tempo immemore), Alessandro Beghetto (1996) è un uomo a cui piace dilettarsi con varie forme artistiche. Abbiamo già detto dei suoi progetti musicali (Corvo, cliccate per ascoltare gli EP A Pezzi e Non è Mai il Giusto Tempo, e gli Heaven Or Las Vegas, cliccate per ascoltare il loro EP Cose Che Non Ho Mai Vissuto), ma Alessandro ha anche una pagina Instagram interamente dedicata a fotografie artistiche, phipster_off. Dateci un'occhiata, merita!


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