I Libri della Ciambella. Episodio I : ''Il Cimitero Senza Lapidi e Altre Storie Nere'' di Neil Gaiman



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Una nuova storia comincia, una prima pagina viene letta. Parole buttate giù, di getto. E chi legge si chiede : Perché questo libro ? Perché Neil Gaiman ? Una sfida tua personale forse, la voglia di rileggere qualcosa che non aprivi da una vita, di un autore di cui all’epoca non sapevi nulla, che pareva un nome anonimo come pochi, ma di cui solo con gli anni hai imparato ad apprezzare il valore. Era il 2009, o forse già il 2010, avevi 13 anni, terza media, la prof di italiano vi fa partecipare a questo concorso letterario, uno di quelli in cui ti chiedono la singola virgola del testo e devi rispondere in maniera corretta.

Dove va il punto interrogativo nella pagina 24 ? Come si chiama questo personaggio che appare solo per una pagina ? Chi scorreggia a pagina 56 ? Quei concorsi là, dove si tira ad indovinare nel migliore dei casi. Il libro è proprio questo, ‘’Il Cimitero Senza Lapidi e Altre Storie Nere’’. L’autore, Neil Gaiman. ‘’Dall’autore di Coraline e Stardust’’ dice la copertina, e non sai chi cazzo sia sto Gaiman. Coraline lo vedrai e leggerai solo molti anni più tardi, rendendoti conto che per come pensavi all’epoca, se lo avessi letto ti avrebbe probabilmente fatto cagare. Non sapevi nulla del leggendario ciclo di storie di Sandman, di Coraline e tanti altri. Per te Neil Gaiman era un completo sconosciuto, uno di quegli autori per ragazzi che leggi e dimentichi. Per sette lunghi anni non hai più toccato questo libro. E ora lo riapri, lo rileggi, ne scrivi qui. Perché vuoi finalmente vedere se gli anni hanno giovato a queste storie macabre o se è come se lo ricordava il tuo Io tredicenne.

Gaiman punta all’horror giovanile simile a Piccoli Brividi, ma più raffinato, più gotico ed elegante, e lo senti nelle descrizioni, nei personaggi. Anche i mostri sono umani, provi empatia e compassione, senti i loro dolori. È così che il romanzo ti fa sentire nei riguardi di Liza Hempstock, la streghetta col sorriso da elfo co-protagonista del racconto che da il titolo al libro, il primo della raccolta. È innocente Liza, come innocente è Bod, il protagonista in cui immedesimarsi. Talmente atto al ruolo che il suo nome è proprio Nobody, Nessuno. E il tutto è pucciato in quell’atmosfera elegante, con personaggi, ambientazioni e così via che paiono usciti da un film di Burton di quelli belli bellissimi. Il libro prosegue con ‘’Il Ponte del Troll’’, che puoi dire apertamente essere il racconto migliore dell’intero libro. Breve ma efficace, con una storia narrata, scritta e costruita in maniera divina, con quel finale bellissimo a metà strada tra la fiaba folklorica e il tragico shakesperiano, in un pacchetto che da solo vale la lettura del libro. E l’altrettanto breve ‘’Non Chiedetelo a Jack’’ segue più o meno gli stessi passi, non con la stessa potenza narrativa ma comunque in maniera molto elegante, quasi simile ad un racconto dell’orrore di Poe. ‘’Come Vendere il Ponte di Ponti’’ cambia decisamente il tono del libro rispetto ai racconti precedenti, ma non ti dispiace affatto, in una specie di ‘’Ocean’s Eleven’’ per ragazzi, tra truffe intelligenti ed elementi di magia, con un finale astuto come una volpe e che fa riflettere. ‘’Ottobre sulla Sedia’’ parte con un concept molto interessante (i mesi dell’anno intenti a raccontarsi storie mangiando salsicce e bevendo sidro attorno al fuoco) e quando Ottobre narra la storia di Donald ‘’Torsolo’’ e Carissimo, e ti appare quel finale aperto della Madonna e puoi solo pensare ‘’Continualo, dannazione !’’ ma ti lascia là, sulle spine, ti rendi conto della potenza narrativa di Gaiman, di come la sua costruzione delle storie sia molto, molto forte. Gaiman dedica la storia al collega Ray Bradbury, e ad uno scrittore del genere non puoi non dedicare una storia qualunque, diciamocelo. 

‘’Cavalleria’’ e ‘’Il Prezzo’’ purtroppo non riescono a prenderti come dovrebbero, nonostante le idee molto interessanti che hanno dietro (il solo concept dietro a ‘’Cavalleria’’ è assolutamente meraviglioso, con una vecchietta che compra il Sacro Graal per 30 pence ma si rifiuta di darlo al cavaliere Galahad solo perché sta bene sul suo caminetto), ma sebbene siano entrambi dei bei racconti non riescono a prenderti come dovrebbero o potrebbero. Non aiuta il fatto che il racconto successivo ‘’Come Parlare con le Ragazze alle Feste’’ sia in sé un piccolo capolavoro, e uno dei cavalli di battaglia di Gaiman. Semplice, ricco di quello spirito di formazione e straniamento che solo l’adolescenza può procurare. Di storie come quella di Enn e del suo amico Vic ne abbiamo vissute tutti più o meno nella vita, a pensare che le ragazze fossero irraggiungibili, e te stavi là in giro, a metà strada tra il timidone e il misantropo. Magari alle tue feste ci fossero stati i Sex Pistols e David Bowie, ma tant’è. ‘’Avis Soleus’’ è un caso interessante. La storia di questa combriccola di Epicurei dediti alla ghiottoneria e alla degustazione di animali della più svariata risma è probabilmente l’unico di questi racconti che ti ricordavi a distanza di anni. All’epoca ti piacquero i personaggi, il senso di avventura del tutto, le descrizioni dei cibi da acquolina alla bocca, l’Avis Soleus del titolo cucinato con la birra nel culo, il tutto con una ricchezza di dettagli negli ingredienti e nella preparazione che la carne di quell’uccello te la sogni la notte quasi. E poi c’è quel finale che, senza fare spoiler, ha la giusta dose di ironia, macabro e inquietante serenità che lo rende memorabile e bello così. Capisci e ricordi perché questo racconto ti fosse piaciuto così tanto quando avevi tredici anni, e rileggendolo ti rendi conto che ha retto bene il passare degli anni, sebbene racconti come ‘’Il Ponte del Troll’’ e ‘’Come Parlare con le Ragazze alle Feste’’ ti abbiano preso di più. 

L’ultimo racconto del libro ‘’Il Caso dei Ventiquattro Merli’’ dà un tono decisamente investigativo-noir ad un classico, ossia ‘’Alice Attraverso lo Specchio’’ di Carroll, nello specifico Humpty Dumpty e la sua tragica caduta dal muro, oltre a varie filastrocche della tradizione anglo-sassone a noi italiani quasi sconosciute. Dio solo sa che esperimento volesse fare Gaiman con questo racconto, ma tutti i personaggi sono degli stronzi, chi più chi meno. E non puoi fare a meno di notare che questo racconto è un po’sottotono rispetto agli altri, forse persino più debole di ‘’Cavalleria’’ e ‘’Il Prezzo’’. A chiudere il tutto e a tirare un po’ su il livello ci pensa ‘’Istruzioni’’, poema che termina in maniera efficace il libro e riassume molto bene il pensiero di Gaiman dietro a questa raccolta:

‘’I racconti brevi sono minuscole finestre che si affacciano su altri mondi, su altre intelligenze e su altri sogni. Sono viaggi fino all’estremo opposto dell’universo che puoi fare con la certezza di essere di ritorno per l’ora di cena.’’


E Gaiman ci riesce, si è divertito a scrivere questi racconti, lo vedi nella sua narrazione, nei suoi personaggi, in questa antologia per ragazzi che pare quasi Piccoli Brividi se fosse scritto da Edgar Allan Poe, con dei finali degni sia della collana di R.L.Stine sia della serie TV ‘’Tales From The Crypt’’, brevi il giusto, ma che ti rimangono in testa (quasi tutti quantomeno). Tutti questi racconti sono stati bene o male pubblicati in altre raccolte prima di questa, che questo fatto possa minare o no il tuo godimento di questo libro, francamente non ti interessa, ciò che ti importa è che t’è piaciuto. A distanza di sette anni, con molta più esperienza, spirito critico e passione letteraria sul groppone, puoi dire con certezza di esserti goduto ‘’Il Cimitero Senza Lapidi e Altre Storie Nere’’, anzi, con gli anni è diventato decisamente più interessante ai tuoi occhi. Hai cominciato questa recensione per fare un confronto col passato. Tutto sommato t’è andata di lusso. 

Titolo Originale : ''M is for Magic''
Autore : Neil Gaiman
Anno : 2007
Casa Editrice : Oscar Mondadori
Prezzo di Copertina : 9 Euro.



''Il Cimitero Senza Lapidi e Altre Storie Nere'' Voto Finale : 4 Ciambelle su 5

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