I Libri della Ciambella, Episodio V : ''I Biscotti di Baudelaire'' di Alice B.Toklas
Si può efficacemente recensire un ricettario ?
Dubiti, ma ci provi con questo delizioso libro, in tutti i sensi. Pubblicato per la prima volta nel 1954, metà racconto autobiografico, metà ricettario, ''I Biscotti di Baudelaire'' della scrittrice californiana Alice B. Toklas è un libro interessante, che sarà bene dividere fin da subito in due parti : quella di ricette e quella di narrativa vera e propria.
Partiamo proprio da quest'ultima, dato che la storia è il modo in cui le ricette vengono effettivamente portate agli occhi del lettore. ''I Biscotti di Baudelaire'' vede l'autrice raccontare le sue avventure nella Francia tra le due Guerre Mondiali in compagnia della sua amica/coinquilina/amante/simpatizzante nazista (non stai scherzando con nessuna di queste categorie) Gertrude Stein, una delle più celebri poetesse e scrittrici della prima metà del ventesimo secolo. E queste storie sono il punto di forza del libro : ci si trova di fronte ad uno spaccato molto interessante della vita artistica e culturale della Francia post-Prima Guerra Mondiale, ed è proprio come immaginiamo la Francia della Belle Epoque, con un occhio di riguardo per la vita comune e la tradizione contadina.
Vediamo una Francia peculiare, pittoresca, a metà strada tra la semplicità bucolica e la complessità artistica di Parigi.E con ciò appare anche un'ottima occasione per un confronto culturale molto interessante : la cucina francese, esaltata ed adorata a livello mondiale, è qui incensata quanto basta, senza però compromettere le potenzialità e le particolarità culturali della cucina americana (da noi italiani decisamente demonizzata, ma vabbè). La cultura d'appartenenza dell'autrice, così come la sua cucina non vengono dunque lasciate da parte in un mare di burro ed escargot, ma Alice B. Toklas riesce a combinare le caratteristiche culturali statunitensi con la cultura e la cucina francesi, permettendo di creare delle osservazioni e dei paragoni molto efficaci. Essi, secondo te, non fanno altro che ampliare la bellezza di questo libro.
Libro condito, come citato prima, anche da avventure e aneddoti molto interessanti, passando da personaggi come Picasso a domestici ed inservienti incontrati dalla coppia durante varie gite ed incontri, spesso a bordo delle loro macchine, meravigliosamente nominate Zia Pauline e Lady Godiva. In una vera e propria versione di ''Thelma e Louise'' degli anni '30, ecco che le autrici sono pronte a svariate gite in cerca delle ghiottonerie più disparate, anche durante l'occupazione nazista.
L'intera vicenda è infine incorniciata da una scrittura semplice ma allo stesso tempo elegante ed avvincente, senza fronzoli letterari ma ricca di personalità.
Alla semplicità della scrittura si contrappongono, tuttavia, un ritmo a volte confusionario, con pagine su pagine piene zeppe di nomi di persone, luoghi, piatti o ingredienti, tutti compattati nella stessa pagina a volte. Per quanto sia un libro decisamente, e volutamente, semplice da seguire, ''I Biscotti di Baudelaire'' richiede attenzione proprio in questi passaggi, pena il disperdersi e il confondersi.
Passiamo dunque alle ricette vere e proprie, colonna portante del libro e filo conduttore delle vicende di Alice B. Toklas e Gertrude Stein : esse sono decisamente degne di nota, complesse, e molto interessanti per chiunque si volesse cimentarsi. Esse sono poi spiegate nel dettaglio con una scrittura semplice e chiara, e spiegazioni mai fuorvianti. Bisogna però prendersi del tempo per farle, non pensate di preparare un Branzino Picasso o una Sacher Torte in quattro e quattr'otto. Tu stesso, incuriosito, ti sei segnato tre ricette che proverai in futuro (con magri risultati, assolutamente), ossia la Linzer Torte, i Biscotti di Alice e Riso con Frutta. Sono ricette di norma dai tempi di preparazione lunghi e dagli ingredienti dettagliati, con tanto di metodi di preparazione ormai poco usati, da questo punto di vista ''I Biscotti di Baudelaire'' dimostra il tempo che ha, con una preparazione artigianale e casalinga che non può che far felici molti cuochi. Si sente il sapore e il fascino di un'epoca diversa.
D'altro canto queste ricette SONO di un'epoca diversa : alcuni ingredienti risultano bizzarri, e non credo che nel 2017 ricette come l'Anatroccolo al Porto o la Crema di Fegato troverebbero molto spazio sulle nostre tavole. I gusti sono soggettivi, dunque parli a nome tuo da questo punto di vista, e il lettore troverà di sicuro delle ricette di suo gradimento. Lo chef-d'œuvre dell'opera sono però i biscotti del titolo, esaltati anche dall'autrice. Superato l'impatto iniziale del dire ''Mamma, li biscotti con la droga dentro !'', si rivelano poi essere una ricetta sorprendentemente curiosa.
E questo è anche il modo di considerare questo libro : curioso, godibilissimo, scritto molto, molto bene ed assolutamente delizioso, ''I Biscotti di Baudelaire'' si rivela essere una portata ghiotta per chiunque sia disposto a darci il primo morso.
Titolo Originale : ''The Alice B. Toklas Cook Book''
Autore : Alice B. Toklas
Anno : 2013
Casa Editrice : Bollati Boringhieri
Pagine : 231
Prezzo di Copertina : 16,50 Euro
''I Biscotti di Baudelaire'' Voto finale : 4 Ciambelle su 5



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