I Libri della Ciambella, Episodio XXXII : ''Mi Chiamo Chuck'' di Aaron Karo
Oh, merda.
Queste sono state le tue parole quando hai visto il libro di oggi sulla tua libreria. Ti eri dimenticato di ''Mi Chiamo Chuck.'' Te ne eri dimenticato per un semplice motivo : per un po' è stato uno dei libri che non hai mai finito. Non perché non ti piacesse, al contrario. La premessa del libro era quello che ti aveva spinto a comprarlo senza se e senza ma, nel 2012. La storia di questo ragazzino sfigato con le Converse ti ricordava te, ragazzino sfigato con le Converse. Chuck all'ultimo anno di liceo, te in seconda liceo. Era una storia che parlava al tuo essere, che prometteva di tirarti su il morale in un periodo non proprio allegro della tua vita.
Lo hai chiuso dopo una cinquantina di pagine. Non riuscivi ad andare avanti perché stavi letteralmente male.
Quello di oggi, anche letto ora a 21 anni e al terzo anno di università, per te è forse uno dei libri più brutali che tu abbia mai recensito finora su Ciambella Letteraria. Non tanto per le sue tematiche, né per la sua scrittura, ma per il fatto che leggendolo ti sei ricordato benissimo quale sentimento ti aveva costretto a smettere prematuramente la lettura : per il tuo Io adolescente, questo libro era l'equivalente di guardarsi allo specchio. Pur non soffrendo di OCD avevi talmente tanti tratti in comune con Chuck, il protagonista del libro, da star male per la somiglianza, chiudere il libro traumatizzato e non riaprirlo per 5 anni buoni. Ora l'hai riletto e ... E boh alla fine hai abbracciato il libro tipo. Sentivi che il libro aveva bisogno di un abbraccio.
Andiamo con ordine, partiamo dalla trama : la trama del libro, sebbene abbia una sequenza lineare anche in termini cronologici, dall'inizio dell'anno scolastico fino all'estate, dimostra la sua linearità fino ad un certo punto, trattando principalmente vari episodi di vita quotidiana dei protagonisti e lasciando che il corso della storia sia creato dal miglioramento emotivo e psicologico del protagonista, Chuck. Più che gli eventi è la crescita, l'evoluzione del rapporto di Chuck col suo Disturbo Ossessivo-Compulsivo a farla da padrona e a dettare i ritmi e gli avanzamenti della trama, seguendo comunque una classica struttura a tre atti. L'analisi del disturbo di Chuck è delicata, anche e soprattutto nella comparazione tra come vede lui la sua condizione e come è percepita nel mondo esterno, un dettaglio ben aggiunto che oltretutto dona spessore al personaggio (tra l'altro il concept di utilizzare i colori delle Converse per indicare l'umore seguendo un codice tutto suo è un'idea fighissima che da spessore a Chuck). Il punto forte del libro è però la sua deliziosa visione dell'adolescenza in tutte le sue forme, dalla più tranquilla fino all'adolescenza selvaggia ed insicura, un'analisi valida per chiunque.
E qui si parte a vedere abbastanza meglio i personaggi, ognuno dei quali ha una visione propria dell'adolescenza attaccata : Chuck rappresenta l'innocenza iniziale, sebbene caratterialmente all'inizio sia un po'una tabula rasa, di lui si cominciano ad apprezzare numerose sfaccettature, tra cui insicurezza, rabbia, scoperta di sé sia dal punto di vista emotivo che sessuale, ed il complicato rapporto tra la vita in famiglia e la voglia di indipendenza adolescenziale. Il suo migliore amico, Steve, rappresenta l'essere contenti di sé anche in situazioni negative, oltre ad un inguaribile ottimismo, è la base dei rapporti sociali di Chuck, il suo Ron Weasley all'Harry Potter di Chuck. Amy è invece, col suo essere una sudentessa nuova, la ricerca di legami ma anche la diffidenza e l'attaccamento alla famiglia, oltre ad essere un personaggio decisamente positivo, che soprattutto all'inizio del suo rapporto con Chuck fornisce delle conversazioni tra i due abbastanza genuine e piacevoli, anche in seguito nel libro. I personaggi secondari sono anche loro degli elementi buoni, sia i bulli (anche se su di loro ti concentrerai in seguito) sia altri amici, parenti e coetanei di Chuck. Tra i personaggi meglio riusciti ci sono i ruoli degli adulti, soprattutto i genitori di Chuck e la sua psichiatra, la Dott.ssa S. Loro sono degli esempi di personaggi adulti in un libro prettamente adolescenziale che funzionano molto bene : cercano di comprendere il dilemma che Chuck sta passando, al limite delle loro possibilità quantomeno, e cercano di aiutarlo nella sua crescita personale, però comunque ribadendo che loro possono fare il possibile ma che le scelte più importanti spettano proprio a Chuck stesso, fornendogli così un buon livello di autonomia ed indipendenza.
La scrittura del libro è ok, niente di particolare, ma neanche brutta, è semplice, con capitoli brevi, a volte molto brevi, che però aiutano la lettura e, pensandola dal punto di vista di un adolescente, la rendono decisamente scorrevole, Aaron Karo ha fatto un buon lavoro nel combinare numerosi sentimenti adolescenziali in questo libro, creando così un'opera che sebbene risenta di alcuni cliché e mosse riviste, sa comunque di un sapore unico tutto suo, e diciamo che la condizione di Chuck e i suoi episodi quotidiani sono la parte che senti più vicina alla condizione di molti adolescenti, creando così un mondo emotivo e di pensiero sentito e toccante. Ai momenti più delicati si aggiunge una comicità a tratti immatura, basata sull'imbarazzo della sessualità, ma che comunque si sposa bene con l'età dei personaggi ed anche del presunto ed immaginato lettore di questo libro. Tu non puoi dirci nulla, secondo te funziona. Anche perché ad un libro la cui prima frase è :
''Lo scorso anno mi sono fatto esattamente 273 pippe.''
E che gli dici ? Niente, ecco cosa. Ti lasci trasportare da questo mondo e dalla sua mentalità.
Ci sono dei difetti ? Si, e per quanto ti sia piaciuto questo libro non puoi non ignorarli : ci sono alcuni stereotipi fissi da Teen Movie americano, tipo il ballo scolastico, i bulli, gesù cristo i bulli, sempre quelli di un team sportivo (calcio in questo caso) pieni di sé, stronzi ed ubriaconi col dannatissimo furgoncino pick-up che ogni bullo buzzurro da film americano guida per qualche motivo. E ti spiace, perché il rapporto da bullizzati porta a tanti belli ed interessanti momenti nella relazione di amicizia tra Chuck e Steve, ma gli antagonisti in sé sono gestiti in maniera tanto generica quanto stereotipata. Forse era questa la sensazione voluta dall'autore, uno stereotipo caro alla cultura americana in contrasto con la condizione quasi da outsider dei protagonisti, né popolari né totalmente sfigati (o nerd, il libro li chiama così, rappresentandoli praticamente come lo stereotipo di nerdaccio che adora la matematica, ma vabbè) e ponendo Chuck e Steve in quella zona grigia di anonima normalità, al contrario della divisione polarizzante fornita da molti prodotti dell'entertainment adolescenziale, una neutralità che senti vicina perché è stata quella con cui hai vissuto una parte della tua vita scolastica tra le medie e l'inizio delle superiori, più o meno nel periodo in cui hai comprato questo libro, da cui avresti potuto imparare qualcosa finendolo tutto, ma tant'è. C'è poi un altro fattore che, per quanto non ti abbia dato fastidio o consideri un problema sarebbe stato interessante vedere da un altro punto di vista, ed è il finale del libro, sarebbe stato bello vederlo anche sotto un'ottica diversa, una più vicina all'amicizia. Non fai spoiler perché è regola aurea qui su Ciambella Letteraria, leggete il libro.
E lo rileggerai anche tu in futuro.
Per quanto ''Mi Chiamo Chuck'' ti abbia assolutamente traumatizzato da adolescente, ti è piaciuto un botto leggerlo, comprendere le sfaccettature dei personaggi, relazionarle con la tua esperienza personale, comprendere le situazioni e le azioni, è stata un'esperienza a modo suo catartica di confronto col tuo passato. A questo libro perdoni i suoi difetti, perdoni i cliché, perché per ognuno di essi il libro è riuscito a tirarti fuori un collegamento emotivo. Un libro che probabilmente se avessi letto in qualsiasi altro momento della tua vita ti avrebbe fatto cagare, ma che ora, dopo aver relativamente lasciato da poco la vita adolescenziale e confrontandoti con l'età adulta, ti ha fornito molti spunti di riflessione e modi di rivedere le tue azioni passate sotto una luce diversa, una luce con cui relazionarti. Riprendendo l'inizio di questa recensione, la storia di questo ragazzino sfigato con le Converse ha parlato al tuo Io ragazzino sfigato con le Converse.
Si sono capiti.
Titolo Originale : ''Lexapros and Cons''
Autore : Aaron Karo
Anno : 2012
Casa Editrice : Giunti Editore
Pagine : 285
Prezzo di Copertina : 12 Euro
''Mi Chiamo Chuck. Ho Diciassette Anni e, Stando a Wikipedia, Soffro di Disturbo Ossessivo-Compulsivo''
Voto Finale : 4 Ciambelle e Mezzo su 5



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