I Libri della Ciambella, Episodio XXXIV : ''Il Libro dell'Ignoranza'' di John Lloyd & John Mitchinson
La settimana scorsa, nella recensione de ''L'Originale Miscellanea di Schott'', ti sei un po'lasciato andare nei commenti negativi. Non ti rimangi quello che hai detto, continui a sostenere che quel libro è un porcaio che poteva essere gestito diversamente, ed eri anche sicurissimo di aver letto un libro che proponeva un concept simile, ma più interessante ed organizzato molto meglio.
L'hai trovato.
Bentornati a ''I Libri della Ciambella'', e il libro di oggi lo hai letto talmente tante volte da quando te lo hanno regalato nel 2007 che ormai hai perso il conto. Oggi tocca a ''Il Libro dell'Ignoranza'' di John Lloyd e John Mitchinson. Un libro interessante, che nasce dall'idea di un produttore da Dover, John Lloyd. C'è che un giorno, nel 2003, John fa debuttare un programma televisivo, dal titolo ''QI'' o ''Quite Interesting'' che diventa un fenomeno nel Regno Unito, venendo esportato anche in altri Paesi europei e negli Stati Uniti. Un programma che si pone come obiettivo lo sfatare miti comuni, combattere le credenze che riteniamo consolidate e in generale smascherare le cazzate comuni. Come per esempio che Nerone non suonava la lira finché Roma bruciava (era nella sua reggia estiva e si fiondò a Roma non appena seppe dell'incendio per coordinare le manovre di spegnimento delle fiamme), che Marco Polo non era poi così tanto veneziano (era croato, nacque in Dalmazia e probabilmente il suo Milione è pieno di fandonie), che i camaleonti, per esempio, non cambiano colore per mimetizzarsi con lo sfondo (lo fanno in base a stati emotivi, se si mimetizzano sullo sfondo è per puro caso), persino, analizzando la Bibbia, che le pecore sull'Arca di Noè non erano due (in realtà erano probabilmente quattordici). Convinzioni anche dure a morire che vengono messe alla berlina, sfatate ed analizzate. Ecco, un giorno, nel 2006, Lloyd e il suo collega alla guida di ''QI'', John Mitchinson, decisero di mettere per iscritto le curiosità, le dicerie, le domande e le risposte apprese durante lo show in un pratico, comodo e consultabile formato cartaceo. Il risultato fu, appunto, ''Il Libro dell'Ignoranza''.
Sottotitolo : ''Che cosa è verità e che cosa è semplicemente una panzana ? Il libro-gioco che svela le nostre false conoscenze''.
Un concept interessante, che crea una struttura simile al ''trivia book'' visto durante la recensione del libro di Ben Schott. Ma fatta mille volte meglio, sinceramente. Innanzitutto invece della confusione totale di Schott, più simile ad un almanacco, qui ci si trova di fronte ad un formato Q&A (Question & Answer, Domanda e Risposta). Ecco che invece del casino e delle nozioni organizzate alla cazzo di cane di Schott, qui abbiamo 230 domande, elencate in un indice all'inizio del libro, un comodo botta e risposta che aiuta il lettore nella comprensione del testo concentrandosi su una singola domanda alla volta, invece di venire assalito da cinque nozioni contemporaneamente nella stessa pagina, concentrandosi su una risposta alla volta, ben spiegata (circa, ci arrivi dopo) e catturando l'attenzione del lettore. Qui non ci si fa problemi a leggere più pagine in una seduta, cosa che con Schott avveniva con molta fatica e rendeva arrivare alla fine del libro un'esperienza estenuante. I contenuti sono dei più vari, come hai avuto modo di far vedere sopra con degli esempi : abbiamo storia, politica, biologia, luoghi comuni sfatati, aneddoti su personaggi storici e della cultura popolare, astronomia, geologia, cazzate varie, è una macedonia di contenuti ma che non confonde, anzi, alcune domande sono addirittura collegate tra loro in coppie o triplette, una dietro l'altra, tra domande brevi che richiedono qualche riga e passando per domande che richiedono una pagina, un ritmo irregolare che mantiene sull'attenti il lettore, pronto a leggere la prossima domanda con curiosità negli occhi. E alcune domande e risposte sono davvero interessanti, e non menti quando dici che ti hanno genuinamente lasciato di sorpresa. Hai letto questo libro per la prima volta quando eri in prima media e mano a mano con gli anni chi hai capito sempre qualcosa in più della volta precedente, sempre con quella meraviglia infantile nelle pagine. Un libro che ha nella curiosità e nella scoperta i suoi punti cardine, ma che non manca di insegnare qualcosa al lettore, su argomenti sul quale non saprebbe molto o che magari ignorava completamente, rivelandosi un libro che i ragazzi e gli adulti possono leggere senza problemi e imparare sempre qualcosa di nuovo (no davvero, alcune delle nozioni di questo libro te le ricordi ancora a distanza di anni dalla prima volta che lo hai letto). E fin qui figata si dirà, magari alla fine non ha neanche difetti questo libro.
Eh.
Con tutto il bene che vuoi a questo volume, dei difetti li ha, e ti dispiace ammettere di essertene reso conto rileggendolo per questa recensione. Sarà che lo hai letto qualcosa come sei volte, e non te ne sei stancato, ma alla lunga può stancare, soprattutto per dei lettori che magari non sono abituati al format del libro o sono poco interessati a certi contenuti esposti, soprattutto considerando una visione un po'anglo-centrica di certe nozioni (e grazie tante, gli autori sono britannici), che a te non hanno posto problemi, ma che possono essere poco avvezzi al pubblico italiano. Sono spiegati bene, ma ti rendi conto che anche quando hai letto il libro la prima volta hai fatto un po'di fatica con certi contenuti appartenenti al contesto culturale degli autori. Un altro problema è che ti rendi conto che il libro è effettivamente cortino per i contenuti che propone, si legge abbastanza in fretta (una giornata, ora più ora meno), ma se fosse più lungo probabilmente sarebbe ancora più stancante, anche per te probabilmente, in una pura soggettività come i punti precedentemente toccati. Un aspetto puramente soggettivo è che certe domande sono praticamente delle curiosità/cazzate, e sfigurano di fronte a domande e risposte dai contenuti più impegnativi o interessanti, dipende tutto dalla tolleranza del lettore nei riguardi di questi contenuti. Il problema maggiore del libro secondo te, è che certe volte (abbastanza volte anzi), nel bel mezzo della risposta, ecco che gli autori arrivano a cambiare argomento aprendo parentesi o partendo per tangenti che non c'entrano una fava con la domanda di partenza, e ti potrebbe andare bene come maniera di implementare contenuti aggiuntivi, ma alla lunga manda in vacca la concentrazione iniziale nei riguardi della domanda di partenza.
Detto tutto ciò, come definisci allora ''Il Libro dell'Ignoranza'' ?
Un passo avanti rispetto a ''L'Originale Miscellanea di Schott'' ? Cazzo, si.
Un libro perfetto ? No.
Lloyd & Mitchinson hanno compilato una raccolta molto, molto interessante, un libro bello, capiente e sapientemente costruito che non manca di stupirti ogni volta e che hai riletto e rileggerai senza indugio in futuro, ma un libro che ha i suoi difetti. Detto ciò ne consigli caldamente la lettura, e hai scoperto che ci sono dei seguiti, tra cui un ''Secondo Libro dell'Ignoranza'' pubblicato nel 2010, che devi assolutamente recuperare. Per le mani ti trovi un libro che hai reso logoro dal consumo, dallo sfogliare le pagine, che della sua semplicità si vanta, seguendo la filosofia di base del programma televisivo da cui nasce : ossia che nell'era dell'informazione, praticamente nessuna delle conoscenze che diamo per scontate è effettivamente vera.
Titolo Originale : ''The Book of General Ignorance''
Autore : John Lloyd & John Mitchinson
Anno : 2006
Casa Editrice : Einaudi
Pagine : 226
Prezzo di Copertina : 12,80 Euro
L'hai trovato.
Bentornati a ''I Libri della Ciambella'', e il libro di oggi lo hai letto talmente tante volte da quando te lo hanno regalato nel 2007 che ormai hai perso il conto. Oggi tocca a ''Il Libro dell'Ignoranza'' di John Lloyd e John Mitchinson. Un libro interessante, che nasce dall'idea di un produttore da Dover, John Lloyd. C'è che un giorno, nel 2003, John fa debuttare un programma televisivo, dal titolo ''QI'' o ''Quite Interesting'' che diventa un fenomeno nel Regno Unito, venendo esportato anche in altri Paesi europei e negli Stati Uniti. Un programma che si pone come obiettivo lo sfatare miti comuni, combattere le credenze che riteniamo consolidate e in generale smascherare le cazzate comuni. Come per esempio che Nerone non suonava la lira finché Roma bruciava (era nella sua reggia estiva e si fiondò a Roma non appena seppe dell'incendio per coordinare le manovre di spegnimento delle fiamme), che Marco Polo non era poi così tanto veneziano (era croato, nacque in Dalmazia e probabilmente il suo Milione è pieno di fandonie), che i camaleonti, per esempio, non cambiano colore per mimetizzarsi con lo sfondo (lo fanno in base a stati emotivi, se si mimetizzano sullo sfondo è per puro caso), persino, analizzando la Bibbia, che le pecore sull'Arca di Noè non erano due (in realtà erano probabilmente quattordici). Convinzioni anche dure a morire che vengono messe alla berlina, sfatate ed analizzate. Ecco, un giorno, nel 2006, Lloyd e il suo collega alla guida di ''QI'', John Mitchinson, decisero di mettere per iscritto le curiosità, le dicerie, le domande e le risposte apprese durante lo show in un pratico, comodo e consultabile formato cartaceo. Il risultato fu, appunto, ''Il Libro dell'Ignoranza''.
Sottotitolo : ''Che cosa è verità e che cosa è semplicemente una panzana ? Il libro-gioco che svela le nostre false conoscenze''.
Un concept interessante, che crea una struttura simile al ''trivia book'' visto durante la recensione del libro di Ben Schott. Ma fatta mille volte meglio, sinceramente. Innanzitutto invece della confusione totale di Schott, più simile ad un almanacco, qui ci si trova di fronte ad un formato Q&A (Question & Answer, Domanda e Risposta). Ecco che invece del casino e delle nozioni organizzate alla cazzo di cane di Schott, qui abbiamo 230 domande, elencate in un indice all'inizio del libro, un comodo botta e risposta che aiuta il lettore nella comprensione del testo concentrandosi su una singola domanda alla volta, invece di venire assalito da cinque nozioni contemporaneamente nella stessa pagina, concentrandosi su una risposta alla volta, ben spiegata (circa, ci arrivi dopo) e catturando l'attenzione del lettore. Qui non ci si fa problemi a leggere più pagine in una seduta, cosa che con Schott avveniva con molta fatica e rendeva arrivare alla fine del libro un'esperienza estenuante. I contenuti sono dei più vari, come hai avuto modo di far vedere sopra con degli esempi : abbiamo storia, politica, biologia, luoghi comuni sfatati, aneddoti su personaggi storici e della cultura popolare, astronomia, geologia, cazzate varie, è una macedonia di contenuti ma che non confonde, anzi, alcune domande sono addirittura collegate tra loro in coppie o triplette, una dietro l'altra, tra domande brevi che richiedono qualche riga e passando per domande che richiedono una pagina, un ritmo irregolare che mantiene sull'attenti il lettore, pronto a leggere la prossima domanda con curiosità negli occhi. E alcune domande e risposte sono davvero interessanti, e non menti quando dici che ti hanno genuinamente lasciato di sorpresa. Hai letto questo libro per la prima volta quando eri in prima media e mano a mano con gli anni chi hai capito sempre qualcosa in più della volta precedente, sempre con quella meraviglia infantile nelle pagine. Un libro che ha nella curiosità e nella scoperta i suoi punti cardine, ma che non manca di insegnare qualcosa al lettore, su argomenti sul quale non saprebbe molto o che magari ignorava completamente, rivelandosi un libro che i ragazzi e gli adulti possono leggere senza problemi e imparare sempre qualcosa di nuovo (no davvero, alcune delle nozioni di questo libro te le ricordi ancora a distanza di anni dalla prima volta che lo hai letto). E fin qui figata si dirà, magari alla fine non ha neanche difetti questo libro.
Eh.
Con tutto il bene che vuoi a questo volume, dei difetti li ha, e ti dispiace ammettere di essertene reso conto rileggendolo per questa recensione. Sarà che lo hai letto qualcosa come sei volte, e non te ne sei stancato, ma alla lunga può stancare, soprattutto per dei lettori che magari non sono abituati al format del libro o sono poco interessati a certi contenuti esposti, soprattutto considerando una visione un po'anglo-centrica di certe nozioni (e grazie tante, gli autori sono britannici), che a te non hanno posto problemi, ma che possono essere poco avvezzi al pubblico italiano. Sono spiegati bene, ma ti rendi conto che anche quando hai letto il libro la prima volta hai fatto un po'di fatica con certi contenuti appartenenti al contesto culturale degli autori. Un altro problema è che ti rendi conto che il libro è effettivamente cortino per i contenuti che propone, si legge abbastanza in fretta (una giornata, ora più ora meno), ma se fosse più lungo probabilmente sarebbe ancora più stancante, anche per te probabilmente, in una pura soggettività come i punti precedentemente toccati. Un aspetto puramente soggettivo è che certe domande sono praticamente delle curiosità/cazzate, e sfigurano di fronte a domande e risposte dai contenuti più impegnativi o interessanti, dipende tutto dalla tolleranza del lettore nei riguardi di questi contenuti. Il problema maggiore del libro secondo te, è che certe volte (abbastanza volte anzi), nel bel mezzo della risposta, ecco che gli autori arrivano a cambiare argomento aprendo parentesi o partendo per tangenti che non c'entrano una fava con la domanda di partenza, e ti potrebbe andare bene come maniera di implementare contenuti aggiuntivi, ma alla lunga manda in vacca la concentrazione iniziale nei riguardi della domanda di partenza.
Detto tutto ciò, come definisci allora ''Il Libro dell'Ignoranza'' ?
Un passo avanti rispetto a ''L'Originale Miscellanea di Schott'' ? Cazzo, si.
Un libro perfetto ? No.
Lloyd & Mitchinson hanno compilato una raccolta molto, molto interessante, un libro bello, capiente e sapientemente costruito che non manca di stupirti ogni volta e che hai riletto e rileggerai senza indugio in futuro, ma un libro che ha i suoi difetti. Detto ciò ne consigli caldamente la lettura, e hai scoperto che ci sono dei seguiti, tra cui un ''Secondo Libro dell'Ignoranza'' pubblicato nel 2010, che devi assolutamente recuperare. Per le mani ti trovi un libro che hai reso logoro dal consumo, dallo sfogliare le pagine, che della sua semplicità si vanta, seguendo la filosofia di base del programma televisivo da cui nasce : ossia che nell'era dell'informazione, praticamente nessuna delle conoscenze che diamo per scontate è effettivamente vera.
Titolo Originale : ''The Book of General Ignorance''
Autore : John Lloyd & John Mitchinson
Anno : 2006
Casa Editrice : Einaudi
Pagine : 226
Prezzo di Copertina : 12,80 Euro
''Il Libro dell'Ignoranza'' Voto Finale : 3 Ciambelle e Mezzo



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