I Libri della Ciambella, Episodio XXXV : ''Maleducati o Educati Male ?'' di Isabella Milani


Buongiorno a tutti, e bentornati ad un nuovo episodio de ''I Libri della Ciambella'', dove oggi tratti un libro, che potrebbe darti ben più di qualche problema, sia per i contenuti che fornisce sia per capire come approcciarli. Il libro di oggi è il complesso, delicato e problematico ''Maleducati o Educati Male ?'' di Isabella Milani.
Un libro che hai ritenuto interessante leggere quando lo hai comprato, un libro che prometteva di chiarire molte cose e aprire pensieri e concetti per il tuo futuro da insegnante, un libro che prometteva porte e portoni che si aprivano, che prometteva di fornire consigli ai futuri insegnanti (si spera) come te, che prometteva grandi cose, un libro che avresti adorato cazzo !

''Consigli pratici di un insegnante per una nuova intesa tra scuola e famiglia'', questo il sottotitolo.

E tu, innocentemente, con una smania a mille di leggere il libro lo hai finalmente aperto, lo hai letto.

Per questo libro, la classica metafora dell'aprire il Vaso di Pandora sarebbe eccessiva, per non dire trita e ritrita. Questo libro è come dare un calcio ad un nido di vespe. C'è una minima possibilità di non venire punti, ma essendo proprio minima nel 99% dei casi si finisce con le punture. Dolorose ed improvvise punture. Tutto questo per premettere che a coprire questo libro finirai per ricevere la merda. Forse. Non so.

Partiamo subito dalle cose positive, dall'autrice in particolare. Isabella Milani, nome che non conoscevi prima dell'acquisto di questo libro, ma che a quanto pare ha pubblicato un primo libro, ''L'Arte di Insegnare'' che ha riscosso un successo immenso. Non hai letto questo primo libro, lo leggerai e vedrai com'è, all'università ti hanno insegnato però di diffidare di chi propone certezze, metodi e trucchi per insegnare, essendo un ambiente in cui il condizionale è d'obbligo per ogni evenienza, ma chissà. Hai letto qualcosa sul blog dell'autrice, e lo hai trovato competente. E questo è il primo aggettivo che usi per descrivere il libro in sé : altamente competente. L'esperienza trentennale dell'autrice si nota, è indubbia, porta ad episodi di conoscenza ed esperienza diretta con analisi basate su ragionamenti ed atti veri, su questo non hai nulla da dire. Chapeau.
Ma forse stai correndo troppo, dunque andiamo con ordine.

Su cosa si basa il libro ?

Partendo dalla storia recente dei rapporti tra docente, studente e famiglia, il libro si pone come obiettivo di fornire consigli per gestire questo rapporto triangolare complesso soprattutto in questi ultimi anni. Una premessa che può attirare molti occhi ed orecchie, sia degli insegnanti sia dei genitori, e che ha attirato le tue, osservando che oggettivamente, quando si tratta di scuola, molti genitori non sanno farsi i cazzi loro quando dovrebbero. Mi si perdoni il francesismo.
Detto questo, il libro è scritto bene, è organizzato bene, partendo appunto dalla storia del rapporto docenti, insegnanti e studenti e osservando come conoscere e comprendere la società di oggi sia all'interno dell'ambiente scolastico sia fuori da esso, analizzando poi il percorso educativo del docente e del genitore e consigliando che cosa insegnare e cosa tralasciare (per non dire eliminare) nella crescita dei nostri figli.
E qui sta uno dei punti forti del libro, questa scelta di andare ben oltre le competenze di partenza per fornire un quadro più complesso della crescita dello studente, dall'infanzia all'adolescenza, un'analisi sociologica che va ben al di là della dimensione scolastica e si addentra nel rapporto genitore/figlio e la crescita della prole, una dimensione aggiuntiva che occupa molto spazio nel libro e che si rivela molto interessante. Per contro, sebbene tu non sia un genitore, questa parte ti ha fatto cagare in mano dalla paura di diventarlo. Pensare che ogni atto, ogni parola detta dal genitore può avere ripercussioni sulla percezione del bambino e sul suo atteggiamento futuro è una prospettiva terrificante, e Isabella Milani fa bene a sottolineare quanto importante sia il genitore in quanto figura modello per il bambino, ma esagera, forse, nell'evidenziare QUANTA influenza può avere ogni, singolo, dannato, comportamento genitoriale. Non sei un genitore, non sei un sociologo, dunque non puoi aggiungere molti altri commenti, ma resta il fatto che da padre penso tu avrai ormai una paura bestia di sbagliare sotto molti aspetti. La gioia di essere genitore dicono. Sarà.

Tornando agli aspetti positivi ed alla dimensione madre del libro, cioè quella scolastica uno degli aspetti che ti sono piaciuti di più del libro è la ricerca del compromesso. Meno male che il libro evidenzia molto questo concetto fondamentale, perché si rende conto del fatto che per quanto spesso docenti e genitori tendano a vedere la situazione in bianco e nero, le zone grigie esistono e la cooperazione tra questi due mondi è proposta dall'autrice come fondamentale per il bene di figli e studenti. In un'epoca in cui la scuola è vista con una diffidenza immane, più forte che mai, è bene ricordare che i docenti non sono genitori e che i genitori non sono docenti, ma che la cooperazione tra queste due dimensioni della crescita della prole può compiere grandi risultati. Due mondi che devono cooperare pur stando il più distanti possibile l'uno dall'altro. E non potrebbe andare meglio di così sinceramente. Peccato che parlando di aspetti in cui il condizionale è d'obbligo, o quantomeno è caldamente consigliato, l'autrice gli preferisca l'imperativo, che è usato con una frequenza che hai ritenuto eccessiva. Apprezzi la mano più pesante da parte dell'autrice, davvero (soprattutto per quanto riguarda il rapporto-classe con i genitori, quella parte è maledettamente catartica. Come dicono gli inglesi : ''Gimme that good shit.'')

I consigli proposti sono abbastanza (e comprensibilmente aggiungi) generici. Quello che intendi non è che non siano specifici, semplicemente possono tranquillamente essere applicati a molte materie ed ambiti scolastici senza problemi, sarebbe stupido trattare una materia come matematica con gli stessi criteri didattici usati per francese, giusto per fare un esempio. Tuttavia, in quello che ormai è diventato un gioco di ping-pong tra Pro e Contro, ti rendi conto che certi concetti sono visti con troppa facilità, bisogna starci attenti, e qui entra in gioco la soggettività del lettore. Il soggetto trattato è delicato, va visto con attenzione e preso con le pinze, poiché ognuno leggendo può portare la propria opinione, o esperienza personale nel mix (tu l'hai fatto nei limiti del possibile). Ciò può creare casini, spesso le dimensioni prese in causa si rivelano problematiche, molto più delle ipotesi fornite o create dal docente e delle cause che sono stati chiamati a risolvere (pensi a genitori che arrivano a prendere la carriera scolastica del figlio come una questione di orgoglio, o che comunque diventano fin troppo presi dalla vita scolastica e pubblica del figlio, ma anche certi docenti non scherzano se devi essere sincero). Per chiudere con un ultimo pensiero, sebbene l'analisi storica fornita dall'autrice sia interessante e molto dettagliata, forse certe opinioni portate da Milani possono essere un po'troppo ''Old School'', va bene guardare al passato, anche con un po'di nostalgia, ma forse certe opzioni e comportamenti sono, non sai, un poco impraticabili nella società odierna, o quantomeno non altrettanto efficaci.

Detto tutto questo, e prima di cominciare a svarionare con teorie didattiche ed invocare gli spettri comportamentali di Skinner, Bandura, Krashen, Balboni e chi altri, cosa ne pensi del libro in sé ?

Oggesù.

''Maleducati o Educati Male ?'' è un libro ... Problematico. Ti rifai al paragone col nido di vespe all'inizio della recensione; è un libro dalle ideologie forti, è un libro che si pone molti obiettivi e li analizza e porta a termine in maniera competente e ben scritta, è un libro che prende il lettore per le palle e lo pone di fronte alle difficoltà della dimensione scolastica e della dimensione genitoriale, è un libro che ha catturato il tuo interesse, che ha molti difetti, ma anche pregi, che ti senti in dovere di considerare. Un libro che è schifosamente difficile da valutare oggettivamente, ma ci provi.

Quattro ciambelle su cinque. La chiudi qua.

Titolo : ''Maleducati o Educati Male ?''
Autore : Isabella Milani
Anno : 2017
Casa Editrice : Vallardi Editore
Pagine : 301
Prezzo di Copertina : 13,90 Euro


''Maleducati o Educati Male ?'' Voto Finale : 4 Ciambelle su 5

Commenti

  1. Una delle più divertenti e corrette recensioni al mio "Maleducati o educati male?". Mi è piaciuto moltissimo il "calcio al nido di vespe" , e il fatto che chi lo ha scritto abbia capito che questo è un libro principalmente per insegnanti, perché la descrizione è perfetta.
    Naturalmente non sono d'accordo né sui "molti difetti" né soprattutto, su questa frase: "forse certe opinioni portate da Milani possono essere un po'troppo ''Old School'', va bene guardare al passato, anche con un po'di nostalgia," perché il guardare al passato serve per capire il presente e la maleducazione diffusa. Ma ci sta.
    Ma chi lo ha scritto non l'ho capito. Palesatevi.

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