I Libri della Ciambella, Episodio XXXVIII : ''Buskashì'' di Gino Strada
''La buskashì è il gioco nazionale afgano : due squadre di cavalieri si contendono la carcassa di una capra decapitata. È un gioco violento e senza regole : l'unica cosa che conta è il possesso della carcassa, o almeno di quello che ne resta, al termine della gara. È come il tragico gioco a cui partecipano i numerosi protagonisti del conflitto afgano, un conflitto ancora in corso, solo che al posto della capra c'è il popolo dell'Afganistan.''
Hai solo trascritto un estratto dal retro del libro e già potresti chiudere qui la recensione.
''Buskashì'' è un libro fenomenale, un libro che appare piccino picciò, non è un mattone, che però colpisce con una forza immensa, come il più forte dei pugili, vola come la farfalla e punge come l'ape, per citare Cassius Clay. Tutto sulla forza della sua scrittura, ma soprattutto dei suoi contenuti e del suo autore.
Non penso che Gino Strada abbia bisogno di presentazioni, il fondatore di Emergency è uno degli eroi odierni italiani, assieme al compianto Umberto Veronesi, ed i suoi contributi umanitari, assieme alla sua associazione, sono ormai materia di leggenda. Ebbene, il libro, effettivamente un seguito del suo ''Pappagalli Verdi'' del 1999, che devi assolutamente recuperare, narra gli sforzi di Gino Strada e del suo team medico per raggiungere Kabul nel pieno del conflitto in Afghanistan susseguito agli attacchi terroristici dell'11 Settembre, il tutto nel tentativo di raggiungere l'ospedale di Emergency lì costruito e renderlo operativo per la popolazione nel pieno del campo di battaglia. E in tutto questo scenario, ecco che ci si lascia andare a pensieri, riflessioni, sull'inutilità della guerra e di quanto essa porti più male ai civili che ai nemici combattuti, di quanto le delegazioni internazionali, financo le ONG legate alle Nazioni Unite, abbiano letteralmente abbandonato lo scenario di guerra, lavandosene le mani, salvo ritornarci a conflitto finito. ''Bushashì'' è una critica ferocissima alla società, anche quella italiana, rea di aver sostenuto e cooperato ad una guerra scatenata in poche ore, mossa dall'istinto bieco e selvaggio più che dalla riflessione, una guerra inutile che ha fatto risaltare l'ipocrisia del mondo occidentale nei riguardi di questo conflitto. Concetti simili si trovano anche nell'assolutamente meraviglioso ''Kobane Calling'' di Zerocalcare, e non mi sorprenderebbe scoprire quanto le opere di Gino Strada abbiano influenzato il fumettista di Rebibbia (che è nato ad Arezzo, ma vabbè dettagli). Probabilmente questo è uno dei libri più onesti, puri e sentiti che tu abbia mai letto, non c'è un briciolo di questo libro che non appaia come verità. Come resoconto di guerra, questo è un libro bellissimo, che soprattutto fornisce un'analisi socio-geo-politica di un periodo come quello della Guerra in Afghanistan e del periodo immediatamente successivo all'attentato alle Torri Gemelle che hai rimosso, perché all'epoca avevi cinque anni. Tua madre ti racconta sempre che eri lì, terrorizzato di fronte all'immagine delle Torri che crollavano, non ti viene difficile pensare che tu abbia visto davvero in televisione quella scena. Semplicemente hai rimosso qualsiasi ricordo di quel lasso di tempo nel 2001. ''Buskashì'' è un memento di quanta sofferenza, in quel periodo, sia nata da entrambe le parti del globo, con noi italiani in mezzo, dannazione, questo libro andrebbe fatto leggere a scuola, se non altro per comprendere molti fatti legati al terrorismo internazionale che stanno imperversando ancora oggi. Quello e anche perché, come fa benissimo Gino Strada riportando alla fine del libro la Dichiarazione Universale dei Diritti Umani, non fa mai male ripassare e ricordarsi dei diritti internazionali che tutti gli esseri umani dovrebbero possedere, in barba a qualsiasi governo.
Tornando su un discorso a parte, un altro aspetto che apprezzi moltissimo del libro è la sua descrizione della cultura afgana, ci sono molte e varie descrizioni e spiegazioni di natura culturale, religiosa, politica, e sono delle aggiunte che accogli a braccia aperte, aiutano a comprendere il territorio e le genti che il libro descrive e che pongono in una posizione di rapporto con le altre culture che raggiungono l'Afghanistan, e Gino Strada porta con sé i suoi tentativi di comprensione culturale, le sue esperienze ed i suoi rapporti con questa cultura in maniera eccellente. Il libro in sé è avvincente, scritto benissimo, ma non è questo il punto, ''Buskashì'' è sentimento, emozione, è pura empatia, condensata in formato cartaceo.
Soprattutto, è un libro a cui non riesci a trovare difetti.
Anzi, non vuoi trovargliene.
Titolo : ''Buskashì. Viaggio Dentro la Guerra''
Autore : Gino Strada
Anno : 2002
Casa Editrice : Feltrinelli
Pagine : 180
Prezzo di Copertina : 6,50 Euro
''Buskashì. Viaggio Dentro la Guerra'' Voto Finale : 5 Ciambelle su 5



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