I Libri della Ciambella, Episodio LI (51) : ''Venezia è un Pesce'' di Tiziano Scarpa


Ah, già. Tiziano Scarpa.
Prima di questo libro non avevi mai letto niente di suo. Ma lo conoscevi di fama. Di più anzi, lo hai visto da vicino addirittura. E in quel frangente, e fino alla lettura di questo libro, non te n'è potuto fregare di meno. Era il 2015, ti eri da poco diplomato e al compianto CACC, l'ex Centro Artistico Culturale di Cittadella (PD) eri andato per un'esposizione/aperitivo con gli amici, quando ad un certo punto esce fuori su un balcone questo tizio che deve presentare un libro, e si mette ad urlare a squarciagola di quella volta che si è beccato la gonorrea, o qualcosa del genere (era lo scolo). Lui è tornato dentro, te hai continuato, disgustato, a farti gli affari tuoi. Quello era Tiziano Scarpa, e il libro che doveva presentare, uscito nel 2014, era ''Come Ho Preso lo Scolo''. Da quella volta in poi tu Scarpa non lo hai più considerato, se non vedendo il suo nome ogni tanto su qualche vetrina di libreria, tu ormai avevi cominciato a studiare a Venezia ed uno dei pochi ricordi che hai di Scarpa è stato vedere il suo libro del 2016, ''Il Brevetto del Geco'' sulla vetrina della libreria Ca'Foscarina di Venezia finché compravi dei testi per i corsi.
Due anni dopo, nel 2018, trovi in una bancarella questo libro di Tiziano Scarpa. Pensi subito : ''Hey era quel tizio che si era messo a raccontare a squarciagola le sue malattie veneree! Chissà come scrive.'' È così che ti sei ritrovato a leggere questo libro e hai finalmente letto qualcosa di Tiziano Scarpa.

Il libro di oggi è ''Venezia è un Pesce'', di Tiziano Scarpa.

Venezia. Oggesù, Venezia.
Tanto è meravigliosa, poetica ed ispiratrice, tanto è una macchina da soldi che puzza di piscio e scarichi industriali di Marghera. In Veneto se si parla di Venezia è quasi di sfuggita, quasi come se ci si vergognasse del passato glorioso della Serenissima e della mole infinita di turisti che non la smetteranno mai di venirci, pensi che una situazione del genere avvenga anche con città come Milano, Firenze, Napoli, e ovviamente Roma.

La città costruita sull'acqua.
La città di Goldoni, Tintoretto, Casanova, Tiepolo, Canaletto.
La città del Ponte di Rialto, di Murano, Burano, San Marco.
Una città dove i piccioni superano gli abitanti in proporzione 25 a 1.
Una città dove le alghe sono radioattive come i pesci a tre occhi dei Simpson.
Una città basata sui contrasti, la bellezza e il degrado, il lerciume e gli affreschi, le chiese riccamente ornate, i ponti su cui cascano turisti e studenti, canali o rii in cui, in barba alle mille malattie, qualche temerario metterà sempre a mollo i piedi o si farà un bagno.

È questa la Venezia che Tiziano Scarpa porta nel suo libro, non la perla del Veneto che qualsiasi guida turistica al mondo propina ai suoi lettori come se fosse un gioiello della corona inglese, ma una semi-guida in cui, grazie a descrizioni meravigliose, l'autore aiuta a comprendere le sfaccettature, i contrasti, i paradossi di una città talmente particolare, talmente circondata dalla bellezza, da essere quasi imbarazzante, una città che ha i suoi ritmi, i suoi miti e leggende, e che ormai può anche fregarsene di tutto, tanto ci sarà sempre qualcuno che la vedrà e ne rimarrà innamorato o si innamorerà a sua volta. Capisci il sentimento, tu che ce l'hai con Londra e pianteresti le tende al Natural History Museum subito se potessi, svegliandoti la mattina di fronte all'enorme scheletro di Diplodoco all'ingresso.
Ma tralasciando queste digressioni, il libro in sé è quasi poetico nel suo approccio, descrivendo Venezia non con l'oggettività tipica di chi cerca di vendere una sognante attrattiva, bensì una descrizione pienamente soggettiva della vita, del battito di Venezia e dell'area lagunare (non ti sorprende che Mestre e Marghera siano un po'lasciate da parte nel corso del libro, e non biasimi l'autore al riguardo), dei suoi abitanti, ma soprattutto dei suoi miti e leggende, anche del rapporto che ha l'Italia e il Veneto con Venezia, accalappiata con il Ponte della Libertà perché non ci sfuggisse mai più, salvo vivendo ora col terrore di perderla con la furia di Poseidone e dell'acqua alta. Per chiunque sia interessato ad andare a Venezia, sia come turista, studente o soltanto in giornata per fare un giro da avventurieri a zonzo per le calli come propone l'autore, questo libro si pone anche come una guida di sopravvivenza alla città (verissimo che per farcela a Venezia si debba partire dai piedi : scarpe comode, da ginnastica, sono d'obbligo, scarponi e scarpe con tacchi e menate varie sono proibitissimi pena avere dolori lancinanti tutto il giorno), il libro fa comprendere tutto il fascino di Venezia e oltre, con tanto di terminologia tecnica lagunare, delle tradizioni veneziane, e di come godersi al meglio il proprio soggiorno a Venezia, tra un'ombra in un bacaro e il lasciarsi cullare dal motore dei vaporetti, ma anche le cose negative, tra cui quelle enormi trappole per turisti che sono le gondole, certe scelte architettoniche molto infelici e il complicato rapporto con la fauna locale (non scherzi, hai dovuto combattere contro i gabbiani più volte nel tentativo di difendere una brioche o un trancio di pizza dai loro becchi, mentre ti spiegavano contro un metro e mezzo di apertura alare), per non parlare di San Marco, una zona talmente celebre e talmente iconica che gli stessi veneziani ormai la odiano. Una città talmente ricca di bellezza che ormai i propri abitanti non ci fanno più caso, tanto sono abbagliati ogni giorno da ciò che li circonda. E il libro propone proprio questa filosofia, questa visione di Venezia tramite non solo l'opinione dell'autore, ma anche quella di numerosi altri scrittori che hanno visitato o soggiornato nella Serenissima.

Ti rendi conto che più che una recensione questo post si stia trasformando, stia deviando verso altre strade, altri pensieri, ma questo libro è stato per te come parlare con un amico da cui si aveva comunque qualcosa da imparare. La Venezia del libro, con tutti i suoi pro e contro, è la Venezia che in questi tre anni hai imparato a scoprire, la Venezia che hai imparato ad amare e a comprendere nei suoi difetti, non ti ha lasciato indifferente e pensi non ti lascerà mai indifferente, nonostante tutto. In ogni pagina di questo libro hai trovato qualcosa di familiare e riconoscibile, un elemento o due che magari hai vissuto tu stesso nel corso della tua esperienza o qualcosa che hai sentito dire, che avevi già letto o chissà che. È stato bello, è stato sincero, ed è stata una sensazione che vuoi ripetere, che vuoi rileggere nella sua interezza.

Ti inchini al Sior Scarpa, che oltre a farti emozionare ti ha lasciato, con questo libro, anche i titoli di un botto di libri che ti è venuta voglia di leggere e recuperare. Forse ti ha fatto questo effetto a causa della tua vicinanza con Venezia e col suo territorio, se fossi stato da un'altra regione non ti avrebbe colpito così tanto (situazione che hai vissuto leggendo ''Il Mare Non Bagna Napoli'' di Anna Maria Ortese, come scritto nella recensione di quel libro), e l'unica cosa che sarebbe veramente una ciliegina sulla torta sarebbe un aggiornamento a questo libro : essendo del 1998, sarebbe bello vedere cosa ne pensa l'autore di tutti i cambiamenti che sono avvenuti a Venezia, anche in negativo, tra cui nuovi turisti, il MOSE con i relativi scandali e ovviamente l'orrore che è il Ponte di Calatrava.

Ma in generale questo libro, nonostante la recensione lunghissima, te ne rendi conto, si conferma come un libro veramente, veramente bello. Non ci hai trovato difetti, e pensi che anche in futuro tu potrai rileggerlo con gli stessi sentimenti e pensieri di adesso.

Dopotutto, na bea scarpa, zè na bea savatta.

Titolo : ''Venezia è un Pesce''
Autore : Tiziano Scarpa
Anno : 2000
Casa Editrice : Feltrinelli
Pagine : 126
Prezzo di Copertina : 5,68 Euro


''Venezia è un Pesce'' Voto Finale : 5 Ciambelle su 5

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