I Libri della Ciambella, Episodio XLVII (47) : ''Per Uccidere Cecilia'' di Luigi Calcerano


Ordunque, dopo una settimana dal casino immenso de ''Il Predicatore'', forse il peggior libro recensito finora sul blog, ecco che ritorni a recensire un libro che ti è piaciuto, trovato quasi per caso e un altro giallo! Cosa ha fatto dunque l'italiano Luigi Calcerano meglio della svedese Camilla Läckberg ? È il momento di scoprirlo il questo nuovo episodio de I Libri della Ciambella.

Il libro di oggi è ''Per Uccidere Cecilia'' di Luigi Calcerano.

Romano de Roma, classe 1949, con questo libro Calcerano definisce un'analisi introspettiva del giallo in quanto tale, la trama, la sparizione di una giovane donna, la Cecilia del titolo, e la scoperta di giovani donne uccise da un maniaco, è solo l'apparato più superficiale di un romanzo nel quale il confine tra finzione e realtà è più sottile di un capello.
A partire dalla presentazione dei personaggi all'interno del libro, organizzata ed elencata come quella di una pièce teatrale, si pone come base del libro e chiave di lettura dello stesso una costante transizione tra testo nel testo, in una ripresa costante dei contenuti manoscritti da parte di protagonisti ed autore, aiutati da cambi di font, tono, persona, etc, non si sa mai quando il libro è posto nella realtà e quando nella finzione, una dimensione che costringe il lettore a porsi sull'attenti, sempre all'erta di qualsiasi elemento o indizio narrativo da parte dei personaggi o dell'autore stesso, è una cosa molto figa. In generale l'operazione di Calcerano è riuscita a creare un libro estremamente intelligente. E questa è la migliore definizione che riesci a trovare al libro, ''Per Uccidere Cecilia'' è un libro estremamente intelligente. Pure troppo, ma ci arriveremo in seguito. Carino il fatto che ci sia un focus ridotto sul personaggio del Commisario, Novarini, ed in generale sulla polizia. Sono comunque personaggi principali, che appaiono molto spesso, ma non vengono sentiti come i veri e propri protagonisti della storia. Il libro è completamente dominato dal Dottor Piazzi e ovviamente da Cecilia. Per quanto il libro possa sembrare un giallo (e lo è) sotto molti aspetti, esposti anche dai personaggi all'interno del testo, il libro è anche un romanzo rosa. Ma non è così pesante come potrebbe sembrare, stiamo pur sempre parlando di un giallo ben costruito, non di un libro Harmony.
Questo non è il solito giallo, per quanto sia palesemente influenzato, come affermato dal libro, da Ellery Queen ed Agatha Christie, il libro riesce ad essere una sua entità propria grazie al fatto di essere, in soldoni, un enorme dialogo, confronto, chiamalo come vuoi, che va costantemente tra autore, lettore e personaggi, in un complesso triangolo con il testo che funge da tramite e punto focale della faccenda, partendo dalla copertina, con quella fotografia di Liv Ullmann che pretende già di rompere la parete cartacea della finzione letteraria fotografando il lettore.
Ecco, definendo in breve il libro, visionandolo ed immaginandolo in un formato estetico concreto, ''Per Uccidere Cecilia'' è un quadro.

Un quadro fatto interamente di mattoncini LEGO.

Cosa significa tutto ciò ? Significa che oltre alle numerose cornici narrative e di dimensione temporale tra finzione e realtà (che ciao, si trova anche in Edgar Allan Poe e chissà quanti altri autori), la figata che Luigi Calcerano crea è che i pezzi con cui il quadro è composto possono essere scomposti e ricomposti a piacimento come pare e piace da parte del lettore, pensi che se tu facessi leggere questo libro ad un'altra persona, le vostre interpretazioni del libro sarebbero decisamente diverse, perché ''Per Uccidere Cecilia'' permette al lettore di comporre la propria interpretazione come gli pare, con le proprie modalità, le proprie opinioni ed i propri ritmi, questo anche in virtù del fatto che il lettore è parte attiva di quello che fondamentalmente è un enorme caccia tra gatto e topo, guardie e ladri, un intelligente ''Prova a Prendermi'' poliziesco che invece di saltare di città in città salta per piani della realtà, è fighissimo. La ciliegina sulla torta è un finale ben distribuito, non cagato fuori e già così, questo libro è mille volte meglio de ''Il Predicatore''.

Ha un solo grande difetto, che avevi già introdotto in precedenza. ''Per Uccidere Cecilia'' è un libro fin troppo intelligente. Ci sono molti, MOLTISSIMI elementi di critica testuale e letteraria, il libro è alla fin fine anche un'analisi letteraria della costruzione di un giallo e delle sue aspettative autoriali e di contatto col lettore, che è strafigo, ma può risultare confusionario, soprattutto quando cominciano, verso la metà del libro, a tirare fuori autori su autori ed opere su opere, molte delle quali, per esempio, non avevi mai letto. Dunque doppio rischio, confusione e spoiler.

In generale comunque, avevi bisogno di leggere un giallo fatto come si deve dopo la delusione che è stata Camilla Läckberg, e Luigi Calcerano di ha portato una ventata d'aria fresca di cui avevi bisogno. Ti ha un po'incasinato il cervello, ma se serve ben venga.

Titolo : ''Per Uccidere Cecilia''
Autore : Luigi Calcerano
Anno : 2005
Casa Editrice : Bonaccorso Editore
Pagine : 332
Prezzo di Copertina : 15 Euro


''Per Uccidere Cecilia'' Voto Finale : 4 Ciambelle su 5



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