I Libri della Ciambella, Episodio XLVIII (48) : ''Il Mare Non Bagna Napoli'' di Anna Maria Ortese


I Libri della Ciambella torna anche questo Sabato, buon fine settimana a tutti ed oggi abbiamo un libro che sebbene tu avessi in casa dai tempi del liceo non hai mai letto fino ad ora, rimanendone piacevolmente sorpreso. Detto questo cominciamo.

Il libro di oggi è ''Il Maro Non Bagna Napoli'' di Anna Maria Ortese.

Scritto nel 1953, ''Il Mare Non Bagna Napoli'' è un libro che rappresenta nel pieno della sua tragicità e pienezza di contrasti la Napoli del secondo dopoguerra, una Napoli che cerca disperatamente di attaccarsi alle sue tradizioni ed alla sua identità dopo la distruzione della Guerra, che si deve ancora confrontare con i demoni del nazismo e del fascismo, alcuni ancora legati al vecchio governo del duce, altri le cui famiglie sono state distrutte dai tedeschi, con un padre o un figlio fucilati. In questo mosaico tragico si muovono ricchezza e bellezza architettonica e paesaggistica, e povertà economica e culturale, con un'analfabetismo rampante in fasce della popolazione colpite da miseria e malattie.
Ed è in questo quadro tragicamente pittoresco che si muovono le figure di questa Napoli sempre in bilico tra due mondi, meraviglia e miseria, ricchezza e povertà e soprattutto, devozione e blasfemia. I colori della Napoli che tutti abbiamo in mente, il caldo e pittoresco Meridione è presente a sprazzi in questo libro, dove alla meraviglia delle strutture architettoniche, delle Madonne e delle Chiese, dei pontili e del mare, fanno da contrasto il pallore dei napoletani, la decadenza di case povere e luride, di uomini e bambini malati su cui aleggia la morte, capace di sopraffare la città in qualsiasi momento.

Non è affatto un libro allegro, questo si sarà già capito, ma è un resoconto abbastanza dettagliato, una decadenza che sorpassa le fasce più povere della popolazione per colpire anche le fasce più alte, financo la Marchesa del primo capitolo del libro, ''Un Paio di Occhiali''. Si avvicendano così descrizioni e narrazioni molto ben fatte, ben definite nei dettagli, scolpite con finezza e scelta lessicale per immergere l'autore nelle acque di questa Napoli diroccata.

Pure troppo anche. Il problema maggiore di questo libro è proprio che numerosi passaggi del libro sono in dialetto napoletano. Tu sei veneto, dunque per te è come se parlassero arabo. E se in alcuni casi il contesto permette di comprendere ciò che viene detto, in altrettanti casi no. Dunque si crea questo casino dialettale che fa perdere dei passaggi purtroppo. Non sei dal napoletano, non sei campano, c'è comunque un certo ''effetto meraviglia'' portato dalla narrazione e dalla scrittura dell'autrice, ma con te si è perso un po', ti ha preso molto meno rispetto ad un altro libro che hai letto in precedenza, prima di questo libro in effetti. Ma ci arriverai a tempo debito.

La vera perla del libro, che lo salva ai tuoi occhi, e per cui vale veramente la pena, però, è l'ultima storia del libro, ''Il Silenzio della Ragione'', a sua volta racchiuso in mini-racconti. Assieme al finale ''Le Giacchette Grigie di Monte di Dio'', è sia il fulcro del libro, sia la sua conclusione perfetta, il salvataggio di un libro senza grossi difetti, molto bello, ma che non ti ha entusiasmato, non ti ha fatto gridare al miracolo, ma molto bello e che merita assolutamente una lettura o anche più.

Titolo : ''Il Mare Non Bagna Napoli''
Autore : Anna Maria Ortese
Anno : 1953
Casa Editrice : Adelphi Edizioni
Pagine : 176
Prezzo di Copertina : 10 Euro


''Il Mare Non Bagna Napoli'' Voto Finale : 3 Ciambelle e Mezzo su 5

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