I Libri della Ciambella, Episodio LIX (59), Buon Compleanno, Ciambella! : ''Harry Potter e L'Ordine della Fenice'' di J.K.Rowling



Era troppo bello per essere vero, ma come spesso ti diceva la mamma parlando delle verifiche insufficienti al liceo :

''Ogni tanto capita uno scivolone''.

Bentornati a I Libri della Ciambella, continuano i festeggiamenti, e siamo a metà di ''Buon Compleanno, Ciambella!''. Ed oggi partiamo con il libro che ti ha introdotto a Harry Potter. Come hai detto in precedenza qui, ''L'Ordine della Fenice'' è stato il primo libro della Rowling su cui hai messo gli occhi, portato a casa per curiosità da tua madre nel 2003. Ci hai dato un occhiata indifferente, poi sei tornato a giocare ai Pokémon. Poi ti sei reso conto della cazzata che avevi appena fatto, ti sei recuperato e sparato tutti gli altri libri e relativi film e hai letto un paio di anni dopo ''L'Ordine della Fenice''. Risultato ?

A metà ti sei rotto le palle e lo hai lasciato là a prendere polvere. Già. Non ha funzionato e non lo hai ripreso in mano se non un paio di anni dopo. E quando lo hai riletto tutto cosa te ne è parso alla fine? Ti ha fatto abbastanza cagare purtroppo, e per te all'epoca era il peggiore della serie. Rileggendolo ora ti sei reso conto di essere stato troppo cattivo in passato, troppo negativo. Ma eri alle medie, come potevi non essere negativo ? Tornando in argomento, ti sei reso conto che però molti dei giudizi relativi al libro che gli avevi dato anni fa, sono rimasti mentre altri sono decisamente maturati col tempo. È dunque il peggiore della serie ''Harry Potter e l'Ordine della Fenice''? Potrebbe forse redimersi ? Scopriamolo assieme.

Il tono del libro è decisamente fisso sulla modalità ''E adesso sono cazzi'' stabilita alla fine de ''Il Calice di Fuoco'', un tono che andrà avanti per tutto il libro, ma che comunque ci sta, finalmente è definito, ma che va giocato bene. Questo è anche il libro più lungo della serie, ben 800 pagine, e di conseguenza si arriva alla fine del libro abbastanza affaticati tonalmente. Dopo spiegherai perché, andiamo con ordine. La trama vede Harry confrontarsi con un mondo magico che non sa come adattarsi dopo (e per una volta fai lo SPOILER) il ritorno di Lord Voldemort in forze. Un mondo magico in cui il Ministero non sa dove andare a parare e che nega tutto con forza considerando Harry e Silente come due mentecatti. E anche a scuola Harry e i suoi amici dovranno imparare a combattere la sempre più asfissiante morsa del Ministero della Magia, tenendo anche conto del fatto che la cicatrice di Harry fa sempre più male ...

Quello che hai accennato è solo una brevissima parte della trama, non riusciresti a descrivere ampiamente tutte le varie trame e sottotrame che compongono il mosaico di queste 800 pagine di testo. Ti rendi conto che le sottotrame sono un problema già visto in altri libri, in luce negativa anzi, ma qui ci stanno, sono una leggera deviazione dalle lagne costanti di Harry. Il ragazzo, per tre quarti del libro non fa altro se non rognare, dire su alla gente, incazzarsi e in generale fomentare tutti quegli stereotipi della rabbia adolescenziale che tanto sono presenti in qualsiasi prodotto Young Adult. E ci sta, Harry ha 15 anni dopotutto, ma dopo un po'basta caspita, veramente non se ne può più. E qua viene fuori un problema che, sebbene non si fosse mai visto prima, se non di sfuggita, risalta in questo libro : la Rowling non è capace di scrivere come si deve i personaggi adolescenziali. Se fino a prima i personaggi funzionavano da dio era perché erano ragazzi, oppure adolescenti visti da una prospettiva più fanciullesca. Qui funzionano ancora molto bene, sarebbe un disservizio al talento di J.K.Rowling negare la sua bravura, ma si nota veramente la differenza e, a parer tuo, il leggero disagio della Rowling nel descrivere la rabbia adolescenziale adeguatamente. C'è da dire che si tira su, soprattutto verso il finale, ma a quello ci arriverai. Se si nota molto di più questo problema è perché ''L'Ordine della Fenice'' eredita da ''Il Calice di Fuoco'' la sua costruzione più incentrata sui personaggi e la trama. Il world-building tipico della Rowling è ancora alla massima potenza (con descrizioni dettagliate del Ministero della Magia e dei suoi uffici, l'Ordine della Fenice del titolo con la storia della casata Black, l'ospedale magico di San Mungo, la ramificazione sociale e tribale dei giganti, i Thestral, scheletrici cavalli alati che si mostrano soltanto a chi abbia visto morire qualcuno e soprattutto i G.U.F.O., gli esami del quinto anno per determinare il percorso futuro degli studenti), ma comunque è un fattore in secondo piano, a farla da padrone qui sono, per gran parte del libro, i rapporti tra i personaggi e la loro crescita emotiva. Non senza storie d'amore. E se da una parte ciò coincide con alcun archi narrativi bellissimi, tra cui una crescita fenomenale per Neville Paciock e una scoperta soprendente del passato di Piton, il rovescio della medaglia avviene nel reparto narrativo amoroso. La sottotrama romantica tra Harry e Cho Chang, accennata nei libri precedenti, qui sboccia. E alla fine veramente tu sei stato la a chiederti : ''Cho, ma che hai che non va ?''
Non scherzi, la relazione tra lei e Harry è una delle robe più strane all'interno del libro, involontariamente comica quasi nella sua velocità ed esecuzione claudicante. Bacio, due parole, bum, lei si incazza per niente e chiusa qua. Poi ti sei reso conto del problema. La Rowling sarà brava a scrivere quanto vuoi, non lo neghi, ma hai trovato il suo punto debole : il dramma romantico le esce strano. Non sai perché, ma in questo libro almeno, il dramma romantico è una roba stranissima, non sembra neanche parte dello stesso libro o degli altri personaggi. Speri solo che questo aspetto migliori nei libri successivi, ti pareva fosse così. Parlando di personaggi, il libro offre un'aggiunta al cast dei personaggi principali con l'ingresso in scena di Luna Lovegood, figlia del direttore de ''Il Cavillo'' l'equivalente magico dei tabloid. Luna è semplicemente uno dei tuoi personaggi preferiti dell'intera serie, e rileggendo ti sei ricordato pienamente il perché : persino in un mondo di maghi, Luna se ne sbatte di quello che le dicono, anche insulti, lei continua senza alcun freno ad essere sé stessa, strana, bizzarra e fiera di esserlo, ma anche allegra e felice di essere con i suoi amici, disposta ad aiutarli come meglio può. Luna Lovegood è l'ottimismo fatto personaggio, ma è anche incarnazione dell'essere orgogliosi di sé stessi anche nella stranezza e nel virtuale isolamento sociale. Una lezione che ti sei appuntato a mente e che, personalmente, ti ha aiutato non poco, ma anche una lezione che è stata impartita agli altri protagonisti del libro, che rivedendo le proprie avventure passate hanno modo di applicarla in futuro. Semplicemente non ancora in questo libro.
Tornando al libro in sé, hai accennato il controllo del Ministero nelle faccende di Hogwarts, e questo aspetto si incarna nel cattivo secondario del libro ed insegnante di Difesa Contro le Arti Oscure di turno : Dolores Umbridge. La Umbridge, completa di tutti gli stereotipi della zia stronza, kitsch e gattara, è un cattivo che funziona perché odiosissimo, che il lettore desidera prendere a sberle fisse in faccia, e che si gode come poche cose a vedere punita e trattata senza un minimo di rispetto anche da parte del corpo insegnante di Hogwarts. Ma la si odia e a tratti anche teme per la sua natura moralista, razzista e sadica, che si sfoga soprattutto addosso ad Harry.

Hai citato prima il tono del libro che, sebbene sia bello vedere finalmente cambiato, fa arrivare alla fine del libro affaticati. Il problema non è nel tono in sé, bensì nel ritmo del libro. ''L'Ordine della Fenice'' è un libro pesante, difficile proprio da affrontare all'interno della serie, lo senti così a causa della fortissima dimensione dialogica, conseguenza dell'ampliamento di spazio dato ai personaggi che comprende soprattutto il lato rognoso di Harry, preponderante nel libro, e del ritmo in sè della scrittura e della narrazione, buoni come sempre, ma glaciali nel movimento come conseguenza dell'allungamento di pagine. Dove il libro si tira molto su è nel finale, movimentato, ottimamente costruito, ricco di tensione e di momenti emozionali su ogni fronte, che lascia ad ogni personaggio il proprio spazio d'azione e completo, con risvolti importanti per il futuro della serie ed un dialogo finale tra Harry e Silente agrodolce ma empatico al tempo stesso, e decisamente toccante.

Chiudendo il discorso e tirando le somme dunque, ha senso per te essere così cattivo con ''Harry Potter e l'Ordine della Fenice'' ? Decisamente no, come hai detto all'inizio della recensione sei stato anche fin troppo cattivo con questo libro in passato. Ti sei reso conto dei suoi punti di forza, li hai apprezzati tantissimo, ma non senza considerare i lati negativi. Tra i 7 libri principali della serie (per intenderci quelli compresi tra ''La Pietra Filosofale'' e ''I Doni della Morte'') ''L'Ordine della Fenice'' è il peggiore, o dovresti dire quello che preferisci di meno. Tuttavia è importante ricordare che dagli scivoloni ci si può rialzare, e dopo un chiaro calo qualitativo dopo ''Il Calice di Fuoco'' è bene ricordare che da qui in poi si può solo migliorare. Ci vediamo dunque il 2 Giugno con la recensione di ''Harry Potter e il Principe Mezzosangue''.

Titolo Originale : ''Harry Potter and the Order of the Phoenix''
Autore : J.K.Rowling
Anno : 2003
Casa Editrice : Salani Editore
Pagine : 807
Prezzo di Copertina : 24 Euro


''Harry Potter e l'Ordine della Fenice'' Voto Finale : 3 Ciambelle e Mezzo su 5

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