I Libri della Ciambella, Episodio LVII (57), Buon Compleanno, Ciambella! : ''Harry Potter e il Prigioniero di Azkaban'' di J.K.Rowling
Il terzo elemento di qualsiasi cosa è la prova del nove di norma, la vera e propria dimostrazione di intenti e di qualità di un autore. Spesso e volentieri è proprio nel terzo lavoro di un artista che si possono trovare i segni ed i miglioramenti complessivi del suo agire e determinare il futuro successo o la caduta di un artista, sia esso in ambito musicale, letterario o cinematografico. Quando si crea una trilogia spesso si decide di portare ad esteso compimento gli aspetti portati nei due capitoli precedenti, magari aggiungendo molti elementi nuovi o portando ai propri limiti gli aspetti forti di un lavoro. Il terzo elemento, tanto fatidico, è insomma la prova che permette al pubblico ed alla critica di definire, una volta per tutte, il futuro di un artista nella scena mondiale, e c'è chi gestisce questa pressione in maniere completamente differenti. Se ''Il Ritorno dello Jedi'' poteva sembrare allo stesso tempo una conclusione soddisfacente della vecchia trilogia di Star Wars era allo stesso tempo una prova che George Lucas aveva molti aspetti in cantiere che sarebbero convogliati, tristemente, nella nuova trilogia. In ambito musicale ''Led Zeppelin III'' era la riconferma che i Led Zeppelin sarebbero stati una band leggendaria, riconfermando la caratura dei loro precedenti lavori e promettendo un futuro di enorme livello musicale ed artistico. Idem per gli Iron Maiden con il loro ''The Number of the Beast'', pietra miliare dell'Heavy Metal che avrebbe definito il loro percorso artistico.
J.K.Rowling raggiunse la fatidica soglia del terzo lavoro nel 1999 con la pubblicazione di ''Harry Potter e il Prigioniero di Azkaban''. Nello stesso anno in cui Warner Bros. si accaparrava i diritti per la messa in scena cinematografica del primo libro della serie, la Rowling pubblicava il libro della propria conferma, forte dell'enorme successo dei due libri precedenti. Com'è andata dunque ? Un altro grande successo, considerato da molti uno dei migliori libri della serie, se non il migliore. Sei della stessa opinione ? Scopriamolo.
Buon Compleanno, Ciambella! torna oggi con una nuova recensione, questa volta relativa al terzo libro della saga, bando alle ciance e andiamo, avete letto il titolo della recensione.
La prima cosa che si nota immediatamente de ''Il Prigioniero di Azkaban'' è il suo improvviso e parziale cambio di tono rispetto ai libri precedenti. Improvviso perché parte fin da subito praticamente, parziale perché non è portato e definito fino in fondo : sono sprazzi di cambiamento tonale, qualcosa che avverrà solo in futuro. Comunque è figo vedere una crescita che corrisponde al cambiamento caratteriale dei personaggi, che finalmente assumono un cambiamento relativo all'età visibile, non molto sostanziale, ma visibile. La vera e propria definizione avverrà in seguito, ma qui si vede decisamente di più. Tra litigi, stress e paura, i personaggi principali sembrano più vivi rispetto ai libri precedenti, dove il mondo e la trama esaltavano i personaggi quasi per confronto, almeno rispetto a questo libro, dove c'è un'equa distribuzione tra personaggi, trama e world-building.
E quest ultimo aspetto si rivela decisamente uno dei migliori dell'intero pacchetto, nuovamente. Sia perché vengono definiti molti aspetti sulla famiglia di Harry, contorni ben più smussati, sia perché vengono introdotti molti esseri e capacità che ancora adesso vengono ricordati come caratteristici di Harry Potter e del suo mondo : gli Ippogrifi, le varie creature affrontate durante Difesa Contro le Arti Oscure, tra cui i berretti rossi, malefiche bestie che proliferano in zone dove vi sono stati spargimenti di sangue, i marciotti, gli avvincini, soprattutto i mollicci, creature che assumono l'aspetto della peggiore paura di chi li affronta, gli Animagus, maghi capaci di trasformarsi in animali, Azkaban, la prigione per maghi già citata nei libri precedenti, i Patronus, Hogsmeade, una comunità composta interamente da maghi in cui viene introdotta la meravigliosa Burrobirra, che tutti almeno una volta nella vita abbiamo avuto voglia di bere. Ma soprattutto vengono introdotti i Dissennatori, una delle creazioni più malefiche della Rowling, esseri composti da puri incubi, capaci di risucchiare da un essere umano ogni singola briciola di felicità e vitalità, privandoli della voglia di vivere, oppure privandoli della propria anima col terribile bacio del Dissennatore. Creature ricorrenti nella serie, i Dissennatori sono veramente tra le creazioni più iconiche della Rowling, e per una buona ragione, rappresentando essi stessi ogni aspetto negativo della vita, dal disfattismo alla tristezza fino alla depressione. Vengono ovviamente introdotti nuovi personaggi, tra cui, finalmente, un professore competente di Difesa Contro le Arti Oscure, Remus Lupin. Lupin è un amore, finalmente una delle figure di riferimento a livello accademico per Harry, capace di insegnarli molte cose che avranno ripercussioni future e definendo le sue passioni grazie alla sua affabilità e preparazione accademica, rimanendo un personaggio importante nella vita di Harry, presenza costante nella serie ed uno dei personaggi preferiti dai fan. Ancora più di Lupin, però a farla da padrone è Sirius Black, protagonista del libro tanto quanto Harry, Ron ed Hermione. Se nel libro si scopre così tanto riguardo ad Harry e alla sua famiglia, come citato prima, è proprio grazie a Sirius, personaggio che anche tu adori, decisamente, soprattutto nei libri successivi. Vedere la nascita del suo rapporto con Harry è dolcissimo, ti ha messo una gioia addosso immensa. Come bonus aggiunto, Sirius è interpretato, nella sua versione cinematografica, da Gary Oldman, un altro dei tuoi attori preferiti.
Tornando ad altri aspetti positivi del libro è bellissimo vedere come Hogwarts sia esplorata meglio nel suo sistema grazie all'introduzione di nuove materie, tra cui Divinazione, Aritmanzia, Babbanologia e soprattutto Cura delle Creature Magiche, affidata ad Hagrid. Relativo a Divinazione, ti fa sorridere pensare come, anche in un mondo di maghi, gli oroscopi siano considerati una cazzata da persone come la McGrannit e Silente. Nota aggiuntiva, non puoi non citare la pagina 394. Un aspetto leggero nel libro (una pagina che Piton costringe gli studenti a guardare in un libro) che è diventato quasi un meme, un aspetto ricorrente che ancora adesso a distanza di anni la gente associa al libro.
Ci sono aspetti negativi ? Solo uno e lo accenni brevemente perché altrimenti ci sarebbero molti spoiler da fare. Il finale è un po'confusionario, funziona, ma va preso un po'con le pinze. Ma vabbé.
Riassumendo dunque, cosa si può dire di ''Harry Potter e il Prigioniero di Azkaban'' ?
Capisci come mai per molta gente questo sia uno dei libri migliori della serie, la qualità è come quella de ''La Camera dei Segreti'', se non più alta tenendo conto che quel libro era bellissimo di suo. Tu ti trovi d'accordo. ''Il Prigioniero di Azkaban'' non è un libro perfetto, non è neanche il tuo preferito della serie, ma sarebbe una cazzata non concordare che si tratti di un lavoro di alta qualità e che merita decisamente il suo status tra i fan. Anche qui ti trovi decisamente molto soddisatto. Ci vediamo sabato 26 Maggio con la recensione di ''Harry Potter e il Calice di Fuoco''.
Titolo Originale : ''Harry Potter and the Prisoner of Azkaban''
Autore : J.K.Rowling
Anno : 1999
Casa Editrice : Salani Editore
Pagine : 366
Prezzo di Copertina : 18 Euro
''Harry Potter e il Prigioniero di Azkaban'' Voto Finale : 4 Ciambelle e Mezzo su 5



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