I Libri della Ciambella, Episodio LX (60), Buon Compleanno, Ciambella! : ''Harry Potter e Il Principe Mezzosangue'' di J.K.Rowling
Dopo uno scivolone ci si può solo rialzare, dicevi la volta scorsa. Con questo libro la serie non solo si è rialzata, ha saltato più che poteva.
Riprendiamo le recensioni qui, bentornati per Buon Compleanno, Ciambella! (sebbene il compleanno sia passato da almeno un paio di settimane, ma vabbé) ed oggi si va con uno dei libri che ti ricordavi come uno dei migliori della serie, se non il migliore. Reggerà ancora il tuo giudizio ? O in maniera opposta a ''L'Ordine della Fenice'' in passato sei stato troppo buono ? È il momento di scoprirlo.
Oggi, per I Libri della Ciambella, tocca a ''Harry Potter e il Principe Mezzosangue''. Let's go.
Sesto anno per Harry Potter e compagnia, e dopo i fatti de ''L'Ordine della Fenice'' scopriamo che Cornelius Caramell, il Ministro della Magia, è stato cacciato dalla sua poltrona in favore del ben più movimentato Rufus Scrimgeour, personaggio che comunque non mancherà di dimostrare in parte la vigliaccheria del Ministero di fronte a quello che è ormai un vero e proprio stato d'emergenza nel mondo magico, che teme ripercussioni quasi terroristiche da parte di Voldemort e dei Mangiamorte. Harry, Ron ed Hermione continuano dunque i loro studi, ma tre cose in particolare attraggono l'attenzione di Harry : il comportamento bizzarro di Draco Malfoy, un libro che si rivelerà utilissimo appartenuto ad un certo Principe Mezzosangue, e una serie di lezioni private con Silente ...
Non ti porti oltre per non fare spoiler. Ma già da qui possiamo riconoscere dei punti di forza del libro, la trama ed il mistero contenuto in essa sono scattanti, movimentati, intriganti soprattutto, una rivisitazione, anzi un richiamo, al tono dei primi libri della serie, ma visti sotto un'ottica diversa quale è quella post-''L'Ordine della Fenice'', libro che assieme al ''Calice di Fuoco'' dimostra quanto siano cambiate le carte in tavola. Tonalmente, e pensando ai libri di questa seconda parte della serie, ''Il Principe Mezzosangue'' è uno di quelli gestiti meglio, capace di combinare la serietà ormai onnipresente con un'ottica più allegra e scolastica che non si vedeva da ''Il Prigioniero di Azkaban'', la divisione tra avventura e vita scolastica è molto ben equilibrata. I personaggi seguono il corso già delineato nel libro precedente, ma sono ovviamente molto più a loro agio in questi nuovi cresciuti panni, e il libro ne giova immensamente. Finalmente scompare l'Harry rognoso per lasciare il posto a personaggi sempre in crescita, ma decisamente più reali, credibili, adolescenti regolari con molta meno rabbia (o come la chiamano gli inglesi ''teenage angst''). Se il libro precedente aveva introdotto Luna Lovegood, che hai già ribadito essere uno dei tuoi personaggi preferiti della serie, ecco che qui viene introdotto un nuovo professore, che questa volta sostituisce Piton alla cattedra di Pozioni, ossia Horace Lumacorno. Egli ricopre un ruolo abbastanza particolare, se non altro perché permette al lettore di ottenere una visione molto più pacifica di una Casa come Serpeverde, considerata sempre come un manipolo di snob altezzosi e stronzi. Ma Lumacorno si rivela come una persona affabile, comprensiva, capace di ascoltare gli studenti ma comunque ambiziosa, che adora circondarsi di persone potenti e famose o semplicemente molto dotate dando loro spazio per mettersi in mostra, che se lo meritino o meno. Ambizioso e manovratore, ma comunque lontanissimo dallo stereotipo di Serpeverde visto finora, un risvolto affascinante, soprattutto tenendo conto del fatto che proprio Lumacorno era un tempo il direttore della Casa di Serpeverde. In aggiunta a questo, il libro fornisce un eccellente arco narrativo per Draco Malfoy, che aiuta a costruire la sua persona, distaccandolo dall'odioso bulletto figlio di papà che era fino allo scorso libro per trasformarlo in ragazzo impaurito, spaventato da ciò che lo circonda e quello in cui si è inserito, molto più complesso e a tratti maturo della figura a cui il lettore si è abituato in precedenza. Il libro fornisce inoltre risvolti interessantissimi sul passato di Voldemort, conoscendo il nemico, ed introducendo il concetto degli Horcrux, artefatti magici in cui un mago può porre un pezzo della propria anima, scissa compiendo un omicidio, per diventare, di fatto, immortale (almeno finché, ovviamente, l'Horcrux non viene distrutto).
Virando verso una nota molto meno seria, è inquietante (ma a tratti divertente nella reazione dei personaggi, che variano dallo schifo fino allo scazzo vero e proprio) vedere gli atti da fan sfegatate e a tratti ossessive di Romilda Vane e Lavanda Brown, due studentesse innamorate di Harry e Ron rispettivamente. Ecco, il punto in cui c'è un deciso miglioramento rispetto a ''L'Ordine della Fenice'' è proprio quello delle relazioni amorose, il ''romantic drama'' che avevi introdotto. Se la relazione tra Harry e Cho era talmente strana da essere ridicola, ''Il Principe Mezzosangue'' se la gioca molto meglio. Circa.
L'unico punto negativo del libro è una descrizione dei sentimenti amorosi di Harry, rappresentati da una creatura che vive nella sua pancia e che agisce seguendo le reazioni di Harry. Ok, carina come idea. Ma è portata alle estreme conseguenze, con tanto di fusa e ruggiti, ingrandimenti e calma, boh. Cos'è ? È un'enorme battuta fallica ? L'incapacità di scrivere un rapporto amoroso dal punto di vista adolescenziale ? Un'altra stranezza della Rowling ? Boh. È solo strano, e non ti mette particolarmente a tuo agio.
A chiudere il libro, tornando su una nota seria, c'è un finale coi fiocchi. Se ''L'Ordine della Fenice'' aveva un finale gestito ottimamente, emozionale e ricco di azione, quello de ''Il Principe Mezzosangue'' è inferiore sul piano dell'azione, ma amplificato a mille sul lato emotivo. Toccante, profondo, un finale che lascia la porta aperta al libro successivo, ma vi conduce il lettore a braccetto piangendo la perdita completa di qualsiasi briciolo di innocenza. È un finale che ha il coraggio di guardare in faccia chi legge, di considerare la sua intelligenza e crescita e prepararlo a ciò che lo attende. Un finale maturo, che sa prendersi i suoi momenti e spazi per i personaggi, per un ultimo, o almeno così si presume, momento di tranquillità. La proverbiale ciliegina sulla torta per quello che forse è il tuo libro preferito della serie, il migliore per te.
L'hai detto. I tuoi sentimenti passati si riconfermano, anzi sono più solidi di un tempo. ''Harry Potter e il Principe Mezzosangue'' è, leggermente più de ''Il Calice di Fuoco'', il tuo libro preferito della serie per molti fattori, ma soprattutto per il suo equilibrio, la sua capacità di essere una somma di quanto è avvenuto nei libri precedenti sia come tono sia come crescita dei personaggi, è un libro che si collega alla serietà ormai consolidata nella serie, ma con un occhio ad un passato più innocente. Molto intrigante ed estremamente piacevole, è perfetto per anticipare il travagliato risvolto futuro della serie. E si, IL, al singolare, visto che la prossima recensione sarà la chiusura della saga originaria. La conclusione, il settimo anno.
Ci si vede il 6 Giugno con la recensione di ''Harry Potter e i Doni della Morte''.
Titolo Originale : ''Harry Potter and the Half-Blood Prince''
Autore : J.K.Rowling
Anno : 2005
Casa Editrice : Salani Editore
Pagine : 591
Prezzo di Copertina : 22 Euro
''Harry Potter e il Principe Mezzosangue'' Voto Finale : 5 Ciambelle su 5



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