I Libri della Ciambella, Episodio LXV (65), Buon Compleanno, Ciambella! : ''Harry Potter e la Maledizione dell'Erede'' di John Tiffany, Jack Thorne e J.K.Rowling



Bentornati ad un nuovo episodio de ''I Libri della Ciambella'', l'ultimo di questa rassegna cominciata un mese fa sul mondo creato da J.K.Rowling, il mondo di un piccolo mago, destinato a grandi cose, di nome Harry Potter. Una parte importantissima della tua infanzia e della tua crescita, un mondo che adori ancora adesso e che non finisce mai di stupirti. 

Solo che adesso Harry è un quarantenne e la situazione è decisamente diversa.

Esatto, c'è che ben 9 anni dopo la fine della serie la Rowling, assieme a questi due signori drammaturghi e registi teatrali, John Tiffany e Jack Thorne, ha tirato fuori nel 2016 uno spettacolo successone, di cui è poi uscita una versione cartacea. Ed è proprio quella che hai letto poco dopo che è uscita. E ? Andiamo con ordine. 

Il libro di stasera è ''Harry Potter e la Maledizione dell'Erede''. 

C'è che il libro comincia proprio dove terminava ''I Doni della Morte'' : 19 anni dopo le avventure di Harry, Ron e Hermione, ad accompagnare la prole a prendere il treno per il primo anno di Hogwarts. Il figlio secondogenito di Harry, Albus Severus, c'ha paura di finire in Serpeverde e, dopo aver fatto amicizia con Scorpius, il figlio di Draco Malfoy, ci finisce dentro per davvero. Da qui in poi comincia il bullismo per il fatto di essere il figlio di Harry e non saper combinare nulla e, assieme al suo compare, decide di combinare casini per dimostrare di essere, in qualche modo non specifico, meglio del padre. 

E fin qua si dirà : non sembra male, un ritorno di forma ai tempi più allegri della serie, con tanto di presenza dei vecchi personaggi, va benissimo. E, almeno per il primo atto, la situazione va benissimo, il primo atto di questo copione è figo, funziona bene, determina le motivazioni dei personaggi, li presenta e fa un bel lavoro nel delimitare i personaggi di Albus e Scorpius e del mondo che gli gira intorno, con i loro problemi e solitudini e casini adolescenziali. Il problema arriva dopo. Non fai tanti spoiler, ma uno dei punti focali narrativi del libro è il viaggio nel tempo, tematica trattata una sola volta nella serie principale e abbandonata nei libri successivi a ''Il Prigioniero di Azkaban'' per il semplice motivo che, come focus narrativo, il viaggio nel tempo può portare a buchi narrativi grandi come laghi. Il viaggio nel tempo manda in vacca tutto, tranne in rarissimi casi (tra i quali, forse, alcune opere di H.G.Wells e ''Ritorno al Futuro'', oltre ad un episodio di Halloween dei Simpson), e questo libro la trama non fa eccezione, è una storia di viaggi nel tempo camuffata da libro/storia di Harry Potter, e la cosa non funziona manco per niente. Il viaggio nel tempo è semplicemente un'occasione per visitare momenti chiave delle vecchie storie della serie principale e tirare fuori personaggi che i fan adorano come Silente e Piton (e per qualche ragione la Umbridge. Vabbé). Un'idea che si poteva fare in mille modi diversi, e che ci perde a girare intorno al concetto dei viaggi nel tempo, dato che, come detto prima, il rischio di creare incongruenze e buchi narrativi diventa ancora più alto. La trama non è aiutata dal fatto che la dinamica ''problema padre-figlio'', per quanto dolce e presente massicciamente nel libro, volge quasi interamente intorno ad Albus e a Harry, e il problema sta in Albus : non è propriamente il più interessante dei personaggi, comprendi le sue motivazioni e le sue paure e preoccupazioni adolescenziali, ma è un po'anonimo, decisamente meno caratterizzato di quanto ti aspettassi. E il bello è che questa dinamica è affrontata meglio nel libro stesso, impersonata da Scorpius e da suo padre Draco. Se Scorpius si rivela alla lunga una fusione tra il primo Neville Paciock (quando era ancora uno sfigatello per intenderci) e Hermione, sebbene sia un personaggio dolce e piacevole, Draco Malfoy riceve una vera e propria evoluzione nel libro, che segue inoltre quella fornita dalla serie principale, un'attenzione al suo personaggio che non dimentica la caratterizzazione di Draco, ma ci gioca intorno, prendendo in esame dettagli come la disapprovazione del padre Lucius e dei suoi metodi, l'invidia per Harry, la mancanza di equilibrio in una famiglia come la sua sempre circondata da magia oscura e intaccata dalla vicinanza con Lord Voldemort ... In generale Draco e Scorpius sono tra i personaggi meglio costruiti del libro. E in generale anche gli altri sono gestiti in maniera piacevole, Harry, Hermione, Ginny, Silente e Piton (sebbene Silente abbia un dialogo con Harry che definire strano è poco), l'unico che viene ingiustamente maltrattato dalla trama è Ron Weasley. Ron è qui per fare battute sceme e poco altro, un vero e proprio disservizio ad uno dei personaggi principali della serie che non era solo la parte più leggera del trio, ma un personaggio capace anche, fin dal primo anno ad Hogwarts, di dimostrare ingegno e coraggio come pochi. Vedere Ron escluso così dalla trama è un insulto ad una delle colonne portanti della serie. 

E il libro va avanti così, con i personaggi che funzionano si e no, comunque (Draco a parte) peggio delle loro controparti nella serie principale, con colpi di scena che funzionano a volte oppure sono stupidi (leggetevi il libro e divertitevi) fino alla fine, che lascia a dir poco insoddisfatti, o almeno ha lasciato te così. Ma, e questo è un grosso ''ma'', c'è da dire che leggere il copione così, in formato cartaceo, è forse il peggior modo di vivere questa avventura. Come hai citato in precedenza, questo testo nasce come opera teatrale, e sei sicuro che, dal vivo, sarebbe una figata, c'è molta azione che renderebbe benissimo in scena, un cast che di sicuro sa il fatto suo e che renderebbe leggermente più godibili certi dialoghi stranissimi a leggersi, e ci sono delle note di regia e direzione scenica che sono assolutamente fuori di testa, con Dissennatori che spuntano dalla platea e assalgono il pubblico, continui cambi scenici, contatto e coinvolgimento del pubblico dalla platea, sarebbe tutto bellissimo da vedere dal vivo. E se tu avessi avuto la fortuna di vederlo così, sicuramente avresti un'altra opinione di questo testo. Ma ti basi su quello che hai a disposizione. E quello che ti ritrovi in mano è un libro di Harry Potter solo a metà. Il retro del libro afferma che questa è ''l'ottava storia'' e lo è solo di nome, non di fatto. Come hanno già detto in tanti, sebbene il nome di J.K.Rowling sia stampato a grandi lettere sulla copertina questo lavoro non sembra assolutamente frutto della sua penna, un lavoro che ha poco da spartire, se non i personaggi, col mondo di Harry Potter, nonostante l'indubbio talento ed esperienza di John Tiffany e Jack Thorne. 

Se tu dovessi riassumere ''La Maledizione dell'Erede'' in poche parole, diresti che è una enorme, grande fan-fiction. 

Un vero dispiacere vedere come un capitolo di questa storia talmente atteso, talmente desiderato dai fan, te compreso, si sia rivelato qualcosa di carino, ma niente di più, un sentimento di cui ti sei reso conto fin dalla prima volta in cui hai finito di leggere questo copione. Speriamo solo che il futuro ci riservi materiale decisamente più all'altezza del meraviglioso percorso tracciato da J.K.Rowling ormai 21 anni or sono. Un percorso che non mancherai, come hai già detto nella recensione di ''Harry Potter e I Doni della Morte'', di rivivere e rileggere con sommo piacere, e che condividerai con altri in futuro. Un percorso che si è concluso qui, oggi, e che ti ha permesso di rivedere una serie che, sotto molti aspetti, non ti ricordavi così bella e ricca di sorprese e meraviglia. Ed è tutto grazie a voi lettori, che seguite il blog e queste recensioni a volte stupide che carichi da un anno. Grazie di tutto, ci si vede alla prossima, sempre qui sul blog. 

Titolo Originale : ''Harry Potter and the Cursed Child''
Autore : J.K.Rowling, Jack Thorne e John Tiffany
Anno : 2016
Casa Editrice : Salani Editore
Pagine : 357
Prezzo di Copertina : 19,80 Euro


''Harry Potter e la Maledizione dell'Erede'' Voto Finale : 2 Ciambelle e Mezzo




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