Spaghetti-Pop. Ep.1 : ''Io'' di Domenico Modugno

''Io'' - Domenico Modugno

4 Settimane. #1 nelle classifiche dal 20/12 1958 al 10/1 1959.





Eccoci qua, è ora per me di cominciare un nuovo progetto. Abbiamo parlato qui di libri per un anno e rotti ormai, le recensioni non finiranno mai, ma comunque è giusto cominciare con qualcosa di diverso. E mi sento pronto a parlare di un'altra mia grandissima passione, la musica e la sua storia. Comincia oggi una nuova rubrica qui su Ciambella Letteraria, ispirata fortissimamente al sito britannico Freaky Trigger e alla sua celebre rubrica ''Popular'' (meravigliosa, dateci un'occhiata fissa che merita un sacco), in cui il giornalista Tom Ewing discute mano a mano di pezzi musicali che sono stati numero 1 nelle classifiche musicali britanniche. Un viaggio nell'importante storia musicale del suo Paese che mi è sembrato figo riproporre in salsa italiana, vedere pezzi che sono stati e sono parte integrante della nostra cultura musicale, vedere quali pezzi sono stati dimenticati e quali sono vera e propria merda. Speriamo bene. Il mio riferimento saranno le classifiche raccolte dal sito HitParadeItalia, che fornisce utilissime classifiche sia settimana per settimana sia di anno in anno, cercatelo che anche quello è una figata. E si parte con il primo di questi singoli, l'anno è il 1958, nello specifico le utime due settimane di quell'anno. E a Dicembre dominava le classifiche un uomo di nome Domenico Modugno.

Cominciamo oggi con ''Io'' di Domenico Modugno.

A differenza di altri pezzi non è difficile comprendere come mai questo viaggio cominci proprio da Domenico Modugno. Vera e propria icona dell'Italia e dell'italianità nel mondo, egli è il vero e proprio nonno della musica italiana, quello con cui l'intera storia musicale del nostro Paese deve confrontarsi in futuro. E dopo l'immenso successo (anche internazionale vista la prima posizione nelle classifiche americane di Billboard) di ''Nel Blu Dipinto di Blu (Volare)'', pezzo che sarebbe valso a Modugno anche 2 Grammy Awards nell'edizione del 1959, vedere una sua canzone al primo posto delle classifiche italiane non ti sorprende minimamente. Cerchiamo dunque di comprendere l'appeal di questo pezzo nella condizione musicale italiana dell'epoca.

I primi 5 secondi della canzone credevo sinceramente di stare ascoltando i Cream. Chitarrone anni '60 e organo in una canzone di Modugno del 1958 ? Ma che cazzo sta succedendo ? Poi parte la voce soave di Modugno e riporta tutto alla normalità. Anche troppo alla normalità. Ripetizione, vocali tiratissime a ogni verso, pianoforte che accompagna la classica canzone d'amore italiana, quella proprio da nonni e genitori. Un cazzotto nello stomaco tonale, visto che la chitarra si ripresenta spesso nel sottofondo, è la classica ricetta di Modugno che ha appassionato gli italiani, ma con un'aggiunta in più. E poi parte un delicato e bellissimo assolo di sassofono, strozzato nell'apice dalla ripetizione del testo, gioia, amore e :

''Io, sono Io, sono Io, proprio Io, vivo solamente per amare Te''

Zuccheroso e ripetitivo, questo amore dei pronomi. Ma fa il suo lavoro, e scommetto che lo ha fatto anche all'epoca, alla fin fine di Modugno c'è poco da dire musicalmente, una formula collaudata che sarebbe stata portata avanti da molti nei decenni a seguire, e che ha sempre fatto il suo effetto sul pubblico italiano, c'è poco altro da dire. Se la canzone spicca un poco è proprio per le sue scelte musicali e orchestrate, all'avanguardia per l'epoca, ed effettivamente è difficile nel 1958 ignorare che Elvis Presley e Chuck Berry non siano in circolazione. Un buon inizio, sebbene leggermente sottotono nella sua pretesa di essere una bomba vocale. Talmente vocale che nella sua deflagrazione arriva ad ammutolire buona parte della buona esecuzione orchestrale.

5



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