Spaghetti-Pop, Ep.2 : ''Julia'' di Johnny Dorelli
''Julia'' - Johnny Dorelli
2 Settimane. #1 nelle classifiche dal 17/1 al 24/1 1959.
E dopo essere partiti con Modugno, è giustissimo che le scene portino al numero 1 delle classifiche il suo diretto braccio destro, Johnny Dorelli, l'uomo che ha aiutato Modugno nella produzione e nell'esecuzione di ''Nel Blu Dipinto di Blu (Volare)''. Se solo ''Julia'' fosse una canzone altrettanto competente ed ottimamente composta, questa sarebbe una canzone coi fiocchi. E invece non solo si ripresentano gli stessi problemi che avevo riscontrato nella scorsa canzone, ma sono anche amplificati. ''Julia'' è una canzone blanda come poche, un'altra ode ad una giovane fanciulla che il cantante cerca di sedurre nonostante tutto questo sia sconsigliato da chi lo circonda, una classica espressione di amore ''proibito'', e ''trasgressivo'', nonostante non venga lasciato intendere niente che questa ragazza possa aver fatto per meritarsi una tale reputazione.
Sotto-testo ? E che cos'è ?
La voce di Dorelli lascia a desiderare in questa canzone, il classico latrato semi-operatico che tanto domina il Pop Italiano di questi anni grazie all'influenza di Modugno, che è stato senza ombra di dubbio un cantante dalle doti superiori e dalla presenza musicale migliore di quanto Dorelli sia in questo pezzo, di gran lunga. E si sente tanto il fatto che in questo singolo Johnny Dorelli cerchi di imitare, senza riuscirci, Domenico Modugno, sia nello stile, sia nell'ampiezza vocalica, una copia-carbone venuta malissimo. E se Modugno in ''Io'' aveva quella chitarrona all'avanguardia per l'epoca e un assolo di sassofono meraviglioso, ecco che Dorelli se la gioca con una chitarra in simil-Twang Country che cerca di tirare fuori delle influenze Surf Rock anni prima che i Beach Boys prendessero il mondo in mano loro, ma fallisce miseramente con un assolo di fischio al limite della sopportazione umana. Ciliegina sulla torta, la strumentazione è lasciata da parte, soffocata completamente dal cantato, al punto che quel minimo di competenza musicale viene sepolta in malo modo. Gli ingredienti di questo dolce sono dunque : una canzone in generale mediocre, un pizzico di strumentazione abbastanza nella media, ma giusto un pizzico, non deve soffocare la massiccia presenza del cantato, copiare la formula da un'altra canzone di un altro artista, e culminare il tutto con una composizione dei testi talmente basilare e obsoleta da rendere la canzone oltremodo pigra nella sua esecuzione.
Il risultato è ''Julia'' di Johnny Dorelli. E sulla torta c'è scritto : ''Riprova, sarai più fortunato.''
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