Spaghetti-Pop, Ep.3 : ''Tom Dooley'' del Kingston Trio

''Tom Dooley'' - The Kingston Trio

1 Settimana. #1 nelle classifiche il 31/1 1959


''Tom Dooley'' sarà un caso particolare in questa nostra rubrica : oltre ad essere il primo brano d'importazione coperto da Spaghetti-Pop, è anche la prima occasione di canzone durata pochissimo che copriremo. Sarà interessante vedere come mai questa canzone, dall'enorme successo anche in altri Paesi europei e vincitrice di un Grammy, sia stata dimenticata in Italia. Forse il pubblico italiano non era pronto per una storia, una trama complessa, ma fin troppo americana. Forse perché un tema tragico come quello trattato non ci stava negli anni '50 dell'allegria e dell'amor cortese e romanticissimo del Pop Italiano. Sarà, ma ''Tom Dooley'' pare quasi un'eccezione troppo bella per essere vera, e ho deciso di acciuffare subito questa occasione. 

The Kingston Trio dunque, un trio di cantanti da Palo Alto, California (città che ormai assocerò perennemente all'Esperimento della Terza Onda, mi spiace), con nel nome la capitale della Giamaica e che narrano una ballata basata su una storia realmente accaduta nella Carolina del Nord relativa all'impiccagione di un soldato confederato, il Tom Dooley del titolo. Se vi si è accesa una lampadina, al posto della luce è partito il ritornello di ''Geordie'' di De André. Una trama complessa, con un premesso triangolo amoroso nell'incipit, tragedia e morte, e forse qui sta l'estraneità al pubblico italiano, valutando i brani passati : troppo allegri e/o zuccherosamente romantici per entrare anche un minimo in paragone con la crudeltà da tradizione folk americana, quasi da tragedia shakespeariana della storia di Tom Dooley, impiccato per aver apparentemente ucciso la sua amata, o la donna di qualcun altro anche, lasciando libera interpretazione all'ascoltatore, un classico di qualsiasi storia ben costruita, anzi, di un bel testo capace di fare effettivamente riflettere l'ascoltatore senza ululare i propri espliciti sentimenti. Se non si fosse capito, questo pezzo mi sta piacendo sempre di più. 

Chitarra delicata che finalmente si sente come si deve, che lascia respirare le corde, gli accordi e le note senza venire strozzata dal cantato e che accompagna la voce soffusa del Kingston Trio, quasi fosse un canto da chiesa, le ultime voci che accompagnano Tom Dooley alla sua morte, a quella grossa quercia bianca da cui penderà con un cappio al collo. Nonostante la gioia e la passione del canto del trio, non può non gelare il sangue capire la situazione e sentire ripetuta in continuazione la frase : 

''Poor boy, you're bound to die.''

''Povero ragazzo, sei destinato a morire.''

E niente, ''Tom Dooley'' è una signora canzone, che all'estero hanno riconosciuto come tale, mentre qui in Italia passava altro, magari di molto meno bello. De Gustibus. Mi consola sapere che lo spirito di questo pezzo non è stato ignorato, è stato convogliato in molti altri artisti, tra cui De André, ma soprattutto Giorgio Gaber : senza Tom Dooley e il Kingston Trio probabilmente non avrei avuto l'opportunità di ascoltare uno dei miei pezzi preferiti, ''La Ballata del Cerutti'', effettivamente una versione comica e italiana di questo pezzo. D'altro canto è pur sempre meglio rubare Lambrette al Giambellino che finire impiccati per omicidio nella Carolina del Nord. 

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