Spaghetti-Pop, Ep.7 : ''Notte Lunga Notte'' di Domenico Modugno

''Notte, Lunga Notte'' - Domenico Modugno

2 Settimane. #1 nelle classifiche dal 4/7 all'11/7 1959.


Ma ciao Domenico! Ancora qui per la terza (e sicuramente non ultima, ci posso scommettere) volta! Ormai non so cosa dire su Modugno e sulla sua musica, il suo stile è sempre quello, inconfondibile. La roba che si staglia di più qui è che, come Frankie Avalon, la voce di Modugno l'hanno registrata direttamente nel Traforo del Monte Bianco, l'eco fa malissimo negli acuti del buon Domenico. La canzone per il resto è ok, c'è poco da dire, buona batteria e chitarra, addirittura un buon giro di contrabbasso che si sente chiaro e felice, è solo la voce il problema più grande. Ad aggiungere punti alla parte strumentale anche un assolo di fischio accompagnato da tastiera e cori piacevole e che finalmente non trapana le orecchie come nel caso di Johnny Dorelli. Introdotta da un piacevole suono di campane da paesino, la canzone da effettivamente quell'idea di notte placida e calma da paese di campagna, ma anche collina o montagna, evidenzia la solitudine del protagonista della canzone. Eh, il protagonista e il testo. Melodramma. Gesù, il melodramma. ''Notte, Lunga Notte'' pare una soap opera messa in musica, la desolazione è devastante, i sentimenti ululati alla luna come neanche fanno i lupi. La canzone in sé è innocua, almeno qui le scelte strumentali rispecchiano la voce, sebbene quest ultima sia stata registrata coi piedi in ogni versione che hai trovato in giro. È una canzone di Domenico Modugno, pura e semplice, non è la sua migliore ma neanche la sua peggiore, è solo schifosamente nella media. E alla fin fine sono queste le canzoni di cui odio parlare, perché come si può vedere dalla lunghezza della recensione, non c'è nulla da dire. No grazie, passo e vado avanti. 6 e un calcio in culo, ci rivediamo alla prossima, signor Modugno.

6

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