Spaghetti-Pop, Ep.8 : ''Arrivederci'' di Don Marino Barreto Jr.
''Arrivederci'' - Don Marino Barreto Jr.
11 Settimane. #1 nelle classifiche dal 18/7 al 5/9 1959. Ma anche il 5/12. E poi ancora dal 19/12 al 26/12 1959.
Guardate là in alto. Che casino non è la storia al numero uno delle classifiche di questa canzone. L'altro grande successo dell'anno 1959, il brano che, in quanto a settimane, ha saputo tenere testa ai Platters e alla loro ''Smoke Gets in Your Eyes''. Com'è dunque questo pezzo ? E soprattutto chi cacchio è questo Don Marino Barreto Jr, quest uomo col nome da mafioso e la voce giusto un filo spagnoleggiante ? Scopriamolo !
Don Marino Barreto Jr., a dispetto del nome, non è nato in Calabria, bensì a Cuba, a Matanzas, nel 1925, nel pieno della fase repubblicana dell'isola di Cuba, libera ormai dagli spagnoli da trent'anni. Anni prima che Fulgencio Batista la rendesse una dittatura, il padre di Marino era il diretto braccio destro del presidente reggente, Mario Garcia Menocal (o almeno così mi dice Wikipedia). Emigrato in Spagna e sfuggito alla guerra civile del '36-'39, il nostro ritorna con la famiglia a Cuba, prima di ritornare definitivamente nella Spagna ormai franchista nel 1940 e lasciarla dopo 4 anni. Il padre lo voleva odontoiatra, lui voleva scappare, entrando nella Legione Straniera Francese, vivendo in Marocco e finendo ferito in Algeria. Cosa c'entra con lui l'Italia dunque ? C'è che nel 1949 Barreto arriva con il suo complesso a Viareggio, sostituendo un cantante con un esito inaspettato, ossia un successone della madonna e diventando una personalità emergente nel panorama musicale della terra italica. Figata caspita, se la canzone è bella almeno la metà della vita di quest uomo, ci metto la firma e ci do un voto alto.
''Arrivederci'' è una canzone in cui si sente la latino-americanità di Barreto, ricordiamo che il 1959 è l'anno in cui Cuba sale definitivamente all'ascesa nella politica mondiale con la caduta nel Gennaio di quell'anno del regime di Fulgencio Batista e dell'ascesa di Fidel Castro. Definitivo l'approccio sentimentale e, ancora, sanremiano, con un delicato passaggio introduttivo di archi (arpa addirittura), un'atmosfera eterea, delicata, seguita poi dal cantato italiano un po'espagnolo di Barreto e da una batteria lounge-jazz che funziona da dio nel dettare i ritmi della canzone. Il tono è quello che accoglie meglio il testo e il cantato, non un addio, ma un arrivederci, ''con una stretta di mano da amici sinceri'' canta. ''Arrivederci'' è una canzone di Frank Sinatra senza tutto il ''fanfare'' come dicono gli inglesi, senza le esplosioni metaforiche e sonore del vecchio ''Blue Eyes'', una versione più tranquilla, più da salotto che da club, contenuta e giusta come dimensioni in relazione al tono e alla portata musicale di Barreto Jr. Funziona, e alla grande, finalmente un pezzo che comprendo come mai sia rimasto così tanto in classifica e soprattutto nel periodo in cui è uscito ed è rimasto in classifica, tra la fine di Luglio e l'inizio di Settembre (non comprendo quella breve parentesi a Dicembre), è una canzone di transizione sentimentale e ritmica, con quel ''Goodbye'' finale che equivale ad un caloroso ed agrodolce saluto, come la ''Canzone dell'Arrivederci'' di ''Bear nella Grande Casa Blu''. E dopo questo strepitoso e scemo paragone non penso di poter aggiungere altro, ''Arrivederci'' funziona, non sarà meravigliosa come la vita di Don Marino Barreto Jr., ma è un brano che ti ha fatto piacere riascoltare. Ora, se non vi dispiace, torni a piangere ascoltando ''La Canzone dell'Arrivederci''.
È stato divertente giocare in allegria.
8


Commenti
Posta un commento