Spaghetti-Pop, Ep.13 : ''Tintarella di Luna'' di Mina
''Tintarella di Luna'' - Mina
1 Settimana. # 1 nelle classifiche il 16/1 1960.
Schiacciata tra i successi di Neil Sedaka e di Marino Barreto Jr., così a cavallo tra il 1959 e il 1960, a delineare il profilo della separazione tra il vecchio decennio e quello nuovo a venire c'era una donna. 20 anni all'epoca, al suo primo disco, ma già estremamente promettente in questo suo primo pezzo numero uno delle classifiche, la title track del suo primo LP. Una presenza che avrebbe presto, come il suo collega e compagno di musica Adriano Celentano, assolutamente dominato le classifiche e la storia della musica italiana con una delle voci femminili più belle che la musica abbia mai sentito. Mina.
E pensare che tutto questo è cominciato con una cover.
''Tintarella di Luna'', successo immortale ricordato a distanza di decenni da questo suo debutto nelle classifiche, è appunto il primo grande successo di Mina e della sua musica, e nonostante tutto è stranissimo pensare che questa canzone non sia neanche originariamente sua. Mina è l'eccezione che conferma la regola, una regola che impone che se un artista ha come primo successo una cover essa sarà l'unico successo della sua carriera. Ed è successo a molti : gli Alien Ant Farm con la loro cover di ''Smooth Criminal'' di Michael Jackson sono uno degli esempi più lampanti. Cosa ha fatto Mina per rendere questa canzone non solo un successo, ma anche un trampolino di lancio per una carriera estremamente prolifica ? Osserviamo prima l'originale, de I Campioni.
La versione de I Campioni di ''Tintarella di Luna'' non è niente di speciale, un semplice brano che avevo trovato nella classifica dei 100 singoli del 1959, un 5, massimo 6, godibile ma nulla di più, anche nella sessione strumentale, buona ma non buonissima, un ritmo accettabile penalizzato da un cantato abbastanza debole e piatto. Non sorprende dunque che quest ultimo sia il primo aspetto su cui Mina ha lavorato nella sua cover. Quello e il sound, che sostituisce la presenza del pianoforte come indicatore del ritmo e strumento dominante nella sezione strumentale con un giro di fiati e chitarra assolutamente ottimo, che rende meglio la vitalità del pezzo rendendolo finalmente memorabile strumentalmente. Ma a rubare la scena è ovviamente la voce di Mina, capace di dare alla canzone finalmente una sua presenza nella scena musicale dell'epoca. Una Mina un po' rinchiusa in questa canzone, non la Mina esplosiva e tecnicamente perfetta che si vedrà in seguito, ma decisamente spanne sopra al cantante de I Campioni e di molte altre voci femminili in circolazione (sto guardando te, Betty Curtis). Anche qui, come con Celentano, un pezzo ottimo sopraffatto in popolarità da altri, magari inferiori, brani. Come Celentano da qui si può solo andare verso l'alto, e vedere ancora di più la presenza di una voce che, con la sua sola presenza, precisione e talento è riuscita a trasformare un pezzo altrimenti mediocre in uno dei più grandi successi della carriera di Mina, rendendolo proprio. Una lezione per chiunque intenda fare una cover di qualcosa e un ottimo punto di partenza per qusto nuovo anno e questo nuovo decennio.
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