Spaghetti-Pop, Ep.15 : ''Quando Vien la Sera'' di Joe Sentieri
''Quando Vien la Sera'' - Joe Sentieri
1 Settimana. # 1 nelle classifiche il 13/2 1960.
Il gigante si risveglia, dopo millenni di sonno ininterrotto. RITORNA, QUI E ORA. No ma seriamente, era una vita che non toccavo Spaghetti-Pop e dopo aver fatto in questi ultimi giorni una maratona della fichissima serie su Youtube ''One Hit Wonderland'' di Todd in the Shadows (uno dei miei youtuber preferiti ed enorme influenza su questa rubrica) ho pensato di ritirare fuori un paio di articoli. E si, so che Un Natale Ciambelloso 2 non è stato finito, ma pubblicherò ciò che rimaneva appena finirò dei libri, purtroppo in questo periodo non ho proprio la fissa di leggere.
Detto questo riprendiamo, il brano di oggi è legato a filo diretto al Festival di Sanremo. Siamo nel 1960 e un genovese di trentacinque anni, all'anagrafe Rino Luigi Sentieri, sul palco Joe Sentieri perché i nomi inglesi fanno figo, porta due brani, ''È Mezzanotte'' e ''Quando Vien la Sera''. Uno arriva terzo alla kermesse sanremiana, l'altro primo nelle classifiche musicali. Ed è proprio di quel brano che andremo a parlare oggi. Intanto prima di parlare della canzone in sé, bisogna definire anche il contesto che ci sta intorno. Wikipedia definisce Sentieri come un esponente degli ''urlatori''. E che cacchio sono ? A quanto pare negli anni '50 italiani andava di moda per i cantanti, appunto, ''urlare'' prendendo spunto da artisti del Rythm and Blues degli anni '40 e dal Rock'n Roll americano dell'epoca, e Wikipedia definisce la qualunque come esponenti di questo movimento artistico definitivamente controculturale, molti dei quali sono stati trattati in questa rubrica, da pregevoli esempi quali Celentano, Gaber, Little Tony e Mina a ciofeche come Betty Curtis e Tony Dallara. Persino il capoccia dell'epoca, Modugno, decise di prendere come spunto della sua carriera un percorso simile dopo aver vinto a Sanremo nel 1958, una cosa che effettivamente mi sono reso conto essere abbastanza evidente ascoltandolo. Una roba del genere poteva avvenire solo negli anni '50 e sarà bello vedere quanto continuerà questo percorso e vedere come si estinguerà in malo modo con l'avvento dei Beatles (forse). Tra l'altro, nota a parte, ho scoperto che sono stati fatti dei film sugli urlatori alla fine degli anni '50, e sono stati diretti da Lucio Fulci. Il Romero italiano. La cosa mi ha fatto ridere non poco.
Ma la canzone dunque com'è? Come le altre canzoni sentite finora, decisamente meglio di quella di Dallara vista nell'ultimo articolo, una voce un po'ridicola, caricaturale, un Modugno-parodia, ma che ha il suo effetto, energico e piacevole, ma aiutato soprattutto da una sezione strumentale ottima: bassi, batteria e anche la sezione fiati è pura classe, forse fin troppo ottima per una canzone di questo tipo, eleva decisamente il voto. Sentieri è un po'un clonazzo di Modugno e questa canzone senza l'ottima sezione strumentale sarebbe una canzone di Modugno di seconda categoria o addirittura una canzone di terza categoria di Celentano. MA, è sopra la media per molte delle cose ascoltate di recente, decisamente meglio della, in mancanza di definizioni, ''cosa'' messa in gioco da Dallara, che Sanremo è riuscito a vincerlo. Scherziamo, questa meritava decisamente di più.
6,5


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