I Libri della Ciambella, Un Natale Ciambelloso III, Episodio LXXIX (79): ''Soviet Jokes'' di Gellert Kovacs
Il momento è giunto.
Il momento di passare lo Swiffer e rispolverare uno spazio che mi ero dimenticato di avere. Perché è vero che ho ancora questo blog e che è dicembre. Questo vuol dire Un Natale Ciambelloso, un libro al giorno fino a Natale, da proporre come regalo ai vostri cari.
Si, è vero che quest anno per il compleanno del blog si è fatto poco o nulla. Recupererò.
Si, è vero che Un Natale Ciambelloso l'anno scorso è durato solo dodici episodi e più della metà erano saggi che avevo fregato nelle varie sedi della mia università. Ma Dicembre ha 31 giorni, non 36. E quest anno ho letto di più, lo giuro. Se non altro perché sono la Sophie Kinsella dei libri.
I Love Shopping da Libraccio.
Solo che invece di essere per le donne che guardavano troppo ''Sex and the City'' sono per i ventenni annoiati.
Cosa potete regalare a Natale ai vostri cari ? Boh, i miei sono solo consigli. Partiamo con questo.
UN NATALE CIAMBELLOSO 3.1
Ok, l'ambiente in cui ho preso il libro è questo: Agosto fresco, a Berlino con gli amici. Dopo una visita toccante al carcere della STASI, cazzeggiamo un po'al negozietto di souvenir/bar, un sacco di libri. Ne prendo 4-5 e poi vedo questo: un libro di barzellette sovietiche. Fatta, preso, uno dei migliori acquisti che potessi fare.
Regalatelo a chi vuole ridere intelligentemente (dopo ci arriviamo) o a quell'amico che conoscete che studia russo/tedesco all'università oppure che si metterebbe solo in slav squat con le tute in acetato dell'Adidas, lo adoreranno.
Un umorismo tagliente dalla ex-Cortina di Ferro quello raccolto dallo storico unghero-svedese Gellert Kovacs, che nel giro di vent'anni ha girato tutto l'est-Europa raccogliendo le migliori barzellette locali contro il regime sovietico/della Germania Est e di altri stati come Polonia e Romania, è assolutamente perfetto ed indicato per chiunque voglia comprendere uno spaccato di vita quotidiana della Guerra Fredda e del Blocco Orientale. Giusto per darvi un'idea delle barzellette dentro e dello humour del libro ecco un assaggio, tradotto in italiano (il libro è interamente in inglese) :
''Una cameriera in un hotel di Mosca vede un turista straniero che dà da bere alle piante nella sua camera. Lo rimprovera in modo brusco dicendogli: ''Smettila! Sennò il microfono si arrugginisce!''
Ce ne sono altre in questo stile, alcune molto taglienti, altre più sceme, altre sono vere e proprie freddure con un sottesto accorto, che fa riflettere sulla situazione alla canna del gas di certe persone in quei luoghi. Semplicemente una bella lettura da fare con gli amici, possibilmente se capaci di comprendere lo humour e le situazioni rappresentate. All'inizio di ogni capitolo viene inoltre spiegato il contesto culturale e politico dell'Unione Sovietica e degli stati satelliti ad esso assoggettati, aiuta abbastanza.
Cosa non funziona ? La forte componente culturale dell'umorismo del libro è un'arma a doppio taglio: non c'è niente di peggio che tradurre battute o barzellette, perché metà dell'umorismo è letteralmente ''lost in translation'', come dicono gli addetti ai lavori, Non è facile, in soldoni, capire perché le battute facciano ridere a meno che non si abbia vissuto quel contesto culturale o lo si studi/racconti. Alcune battute sono anche ripetute, e ci sono alcuni errori grammaticali, ma è comprensibile qualche scivolone.
In generale, ''Soviet Jokes'' è un umorismo particolare, che farà morire se avete intorno le persone giuste con cui leggerlo e che non deluderà voi e i vostri cari.
Poi vabbé, lo humour è soggettivo.
Titolo: ''Soviet Jokes. Dangerous Political Humor from the Eastern Bloc''
Autore: Gellert Kovacs
Anno: 2018
Casa Editrice: Gelko Förlag
Pagine: 138
Prezzo di Copertina: 12 euro
''Soviet Jokes'' Voto Finale : 3 Ciambelle e mezzo su 5



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