Cultivation of Ease dei Fine Before You Came compie 20 anni. Parliamone.
Comincia tutto da un EP.
Era il 2018, gennaio penso, forse anche dicembre 2017, chi se lo ricorda. E al tempo, in uno di quegli schizzi che mi porta a fare cose in maniera impulsiva almeno due volte all'anno, mi ero messo in testa di ascoltare più musica italiana. Ho trovato anche artisti fighi, nomi che non avrei mai scoperto altrimenti. Sono partito da artisti che conoscevo già e consigli degli amici, per poi esplorare case discografiche che conoscevo e scalette di eventi tipo il Concerto del Primo Maggio. Tre mesi di ascolto matto e disperatissimo, interrotto a metà della discografia di Fabri Fibra perché ne avevo le palle piene.
E ascoltando ciò che La Tempesta Dischi aveva da offrire ho trovato tantissime cose fighe, tipo il primo album de Il Pan del Diavolo o Il Teatro degli Orrori. Al tempo, tra i nomi che erano proposti, figuravano questi Fine Before You Came, gruppo Emo-Alternative-Indie da Milano. Ero in macchina una sera, probabilmente stavo andando a casa della morosa, e faccio partire la roba più vecchia che avevano da offrire, questo EP del 2001 con due cosi in copertina che sembravano due fette di brie. Parto io e parte l'album con la prima canzone, ''Clouds Remind Me of You''. Una steccata Emo che con il freddo fuori e dentro la macchina ci stava da dio, quello che per me è uno dei classici ''album da autunno'', da ascoltare già verso la fine di agosto e l'inizio di settembre per mettersi nel mood, assaporare la malinconia nell'aria, l'estate che se ne va come la canzone dei Righeira e le giornate che si accorciano.
Ancora adesso Cultivation of Ease è uno di quegli album che mi scalda il cuore, ma senza farmi sentire necessariamente allegro, o anche bene. Una sensazione che nell'album si trova in canzoni come ''Fooly Proud'' e ''Feel the Groove - Stay Silent''. Lascio i commenti tecnici ad altri, ma in quanto a sentimenti, li sento forte e chiaro, una dualità agrodolce ereditata da artisti come i The Get Up Kids o gli American Football (io ci sento anche un pochino dei Brand New, ma potrei anche sbagliarmi) che avrei trovato in futuro anche nei primi album dei TTNG (o This Town Needs Guns) o artisti come i Tiny Moving Parts e i Covet. Malinconico, potente e terapeutico. Non posso definirlo altrimenti.
É un peccato che quasi nessuno parli di questo EP, e anche che le canzoni in questo disco non si trovino da altre parti. Da qui in poi i Fine Before You Came avrebbero intrapreso un bel percorso, continuato con un EP del 2001/2002 in combo con i fiorentini Mrs. Fletcher contenente le deliziose ''Candles Are Not To Be Blown'' e ''Back From Fisherman's Paradise'', oltre ai loro primi due dischi prima di entrare a far parte de La Tempesta. Ma arrivato a Sfortuna e Ormai, quelli che sono forse i loro lavori più famosi, sentivo che qualcosa si stava rompendo, come se ci fosse qualcosa che non mi tornava.
Ma questa è una storia per un altro anniversario.
Brani consigliati: ''Clouds Remind Me of You'', ''Fooly Proud'', ''Feel the Groove - Stay Silent'', ''The Fine Art of Losing Friends''


Commenti
Posta un commento