La Testa Indipendente dei Tre Allegri Ragazzi Morti compie 20 anni. Parliamone.



 di Paolo Simioni

''La Testa Indipendente'' dei Tre Allegri Ragazzi Morti è un disco centrale per la storia del rock indipendente italiano, essenzialmente per due motivi: il primo perché è il disco più rappresentativo della band di Pordenone, con alcuni tra i pezzi più celebri del gruppo, alcuni dei quali diventati veri e propri inni generazionali, il secondo perché è il primo LP uscito per Tempesta Dischi, l’etichetta fondata dalla band che rivoluzionerà il rock italiano.

Potremmo quindi dire che senza il successo di questo gioiello, pubblicato ben distante dai canali mainstream, probabilmente non sarebbe mai nato quel collettivo di artisti che in Italia ha creato della musica mai udita in precedenza e di grandissimo livello, Zen Circus, Teatro degli Orrori, Le Luci della centrale elettrica, Fine Before You Came per dirne alcuni.

I Tre ragazzi morti del fumettista Davide Toffolo, nel 2001 già in circolazione da qualche anno, erano perfettamente inseriti nella scena punk italiana, distinguendosi però sempre per un approccio melodico e malinconico, con testi che trattano quasi sempre di tematiche legate all’adolescenza, a detta di Toffolo, il periodo della vita più degno e interessante da raccontare (e come dargli torto?).

L’altro carattere che li rende unici è la scelta di non lasciare la propria immagine ai media e quindi di apparire sempre con le maschere da ragazzo morto (dei teschi con una croce sulla fronte) che diventeranno poi anche la divisa dei fan della band.

Con questo immaginario forte e un già nutrito seguito di fan, i ragazzi morti si apprestarono a maturare la scrittura e abbandonare la formula prettamente punk rock affinando anche la qualità della registrazione con l’aiuto di Giorgio Canali (ex fonico di CCCP- Fedeli alla Linea e chitarrista del CSI) scelto come produttore dell’album.

Ne esce un album frizzante, diretto e semplice, malinconico e allo stesso tempo ironico, sempre attraversato da grande capacità di coinvolgimento emotivo proprio grazie ai testi di Toffolo che sanno toccare le corde più sensibili dell’animo attraverso la sua lucida analisi dell’adolescenza.

Dal punto di vista musicale la radice pop punk incontra un sound e una melodia che rimanda all’indie rock britannico degli Smiths e molte scelte stilistiche, immagini oniriche e suoni ricordano anche i primi Pixies.

Di questo disco ci si innamora facilmente e in questi undici brani ci si può sempre trovare rifugio. ''Ogni adolescenza'' è la sintesi perfetta del periodo più incasinato della vita, ''Prova a star con me un altro inverno a Pordenone'' il conforto sempre buono per affrontare un momento di abbandono, ''Quasi adatti'' è una canzone elenco contro il disagio di doversi per forza conformare a uno stile di vita che non ci appartiene, ''Volo sulla mia città'' una canzone potentissima, per chi scrive il miglior brano della band, che parla di inadeguatezza, impotenza e voglia di evasione. E come non citare le sfuriate non sense-punk come ''Terzo millennio'' e ''Piccolo Cinema Onirico'' o ''La decisione''. Un album che entra nella pelle e non se ne va più e che oggi dopo migliaia di ascolti resta attuale e fresco.

La testa indipendente è il degno inizio della Tempesta e dopo la Tempesta, per la musica italiana “niente sarà uguale”, per questo dobbiamo ringraziare il grande coraggio di tre ex ragazzi di Pordenone.

Brani consigliati: ''Ogni Adolescenza'', ''Prova a Star con me un Altro Inverno a Pordenone'', ''Quasi Adatti'', ''Volo Sulla Mia Città'', ''Terzo Millenio'', ''Piccolo Cinema Onirico'', ''La Decisione''.



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Paolo Simioni (1995) è ormai un veterano della scena alternativa di Cittadella (PD), dintorni e oltre. Diffonde quest'arte da più di un decennio, prima con i The Slaps e poi con gli Heaven Or Las Vegas, mettendo in entrambi la sua voce e la sua chitarra. 
Con i primi ha calcato il suolo dello Sherwood di Padova e ha suonato in cima ad un autobus all'Home Festival di Treviso, portando un Garage-Indie bello tosto (ascoltateli qui). Con i secondi invece, ha tirato fuori una combo Shoegaze-Indie-Emo figherrima (degli HOLV abbiamo già detto, ma se volete ascoltarli, cliccate qui).

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