Wow dei Verdena compie 10 anni. Parliamone.

 


di Alessandro Beghetto

Se sei uno di quelli che bazzica per club, centri sociali, locali alternativi oppure semplicemente ascolti musica del panorama alternative rock italiano, avrai sicuramente sentito parlare dei Verdena.

 

La band bergamasca capitanata dai fratelli Ferrari si è sempre ritagliata un’ottima fetta nella scena alternative italiana, anticipando molteplici band indipendenti spinte dallo stesso desiderio di ribellione, ma soprattutto dalla voglia di fare musica.

I Verdena hanno sperimentato negli anni vari tipi di sound, dallo stoner al grunge passando per la psichedelia. Diciamolo, alla band non manca di certo l’inventiva, ma con il loro quinto disco dal titolo “Wow” consacrano quello che si può definire “il suono dei Verdena”.



L’album, uscito il 18 gennaio 2011, compie dieci anni.

Il titolo fu scelto dal batterista Luca Ferrari che lo propose agli altri membri e piacque subito a tutti.

“Wow” oltre ad essere una parola palindroma composta da tre lettere (tre come i membri dei Verdena), è una parola che si vuole totalmente distaccare dal titolo altisonante del disco precedente “Requiem”.

“Wow” contiene 27 tracce (trattandosi di un doppio disco) che uniscono nell’insieme vari sottogeneri.

 

La band nel disco si libera quasi totalmente degli strascichi delle sonorità filo grunge dei primi album anche con l’introduzione del piano nella maggior parte dei pezzi, i Verdena esplorano un sound fino ad allora estraneo. La psichedelia fa da filo conduttore al disco, con reminiscenze che ricordano i Radiohead, ma la peculiarità del suono è dato dalla tastiera che ricorda elementi pop e vintage tipiche degli anni ’70 già sentite nel connazionale Lucio Battisti. Inoltre, la band si è lasciata ispirare da Bryan Wilson dei The Beach Boys per la composizione delle linee vocali.

“Wow” presenta uno spettro sonoro davvero molto ampio e con esso, i Verdena consolidano la loro identità artistica in maniera definitiva. Nel disco però non mancano sonorità potenti e distorte tipiche della band bergamasca.

 

A distanza di dieci anni, il sound del disco risulta tutt’ora dirompente e contemporaneo se confrontato con gli album recenti del panorama alternative.

Se “Wow” dovesse mancare alla vostra lista d’ascolti, vi consiglio di recuperare questo grande classico dell’alternative rock italiano.



Brani consigliati: ''Scegli Me (Un Mondo Che Tu Non Vuoi)'', ''Loniterp'', ''Razzi Arpia Inferno e Fiamme'', ''Miglioramento'' (dal CD1), ''É Solo Lunedì'', ''Tu e Me'', ''Grattacielo'' e ''Lei Disse (Un Mondo del Tutto Differente)'' (dal CD2).



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Mezzo veneto e mezzo lucano (ma mai amaro), Alessandro Beghetto (1996) è ''the best of both worlds'', tipo Hannah Montana. Tra i nostri esperti di Rock e Indie, lui è uno che di musica ne sa e ne fa. Se volete ascoltare il suo progetto solista Corvo (a cui dà voce e chitarra) cliccate qui per ascoltare i suoi EP A Pezzi e Non è Mai il Giusto Tempo. Attualmente suona il basso nel gruppo Emo-Indie-Shoegaze Heaven Or Las Vegas. Cliccate qui per ascoltare il loro primo EP Cose Che Non Ho Mai Vissuto.

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