Blue Stahli dei Blue Stahli compie 10 anni. Parliamone.


di Giovanni Bredo

Mamma mia, i Blue Stahli! Un nome che mi riporta a quando avevo 16 anni e ascoltavo roba strana perché ero strano io, ma siccome volevo apparire ''normale'' me ne vergognavo un sacco. E proprio le canzoni di Blue Stahli, album che compie 10 anni oggi, accompagnano i ricordi più vividi di quel periodo della mia vita. Un periodo, in retrospettiva, abbastanza imbarazzante. Ma basta parlare di quando ascoltavo solo gli Evanescence e le sigle giapponesi degli anime e vediamo com'è questo disco.

Ma soprattutto, vi starete chiedendo di sicuro, chi cacchio sono questi Blue Stahli? 

I Blue Stahli sono questo progetto musicale creato da un musicista e cantante del Michigan, Bret Autrey. Da quello che ho capito il progetto funziona in maniera simile a come funzionavano i Nine Inch Nails: il gruppo è fondamentalmente una one-man-band nella quale Autrey suona e produce un po'di tutto. E visto il genere musicale la comparazione con la creatura di Trent Reznor è anche abbastanza azzeccata, dato che band come i Blue Stahli sono figlie dell'Industrial anni '90, anche se ovviamente hanno un loro stile tutto particolare. Diciamo che si potrebbero descrivere come un Rock Elettronico a metà tra ''colonna sonora dei videogiochi dei primi anni 2010'' e ''musica edgy per adolescenti edgy''. Potete farvi un'idea se online avete mai trovato nomi come i Celldweller o i Combichrist, altra robaccia che ascoltavo alle superiori. Diciamo che i ''fondatori'' (parola che butto così, sicuramente ci saranno un sacco di influenze diverse in mezzo) di questo tipo di Industrial/Rock Elettronico sono senza dubbio gli schioppatissimi Mindless Self Indulgence. E a 16 anni ascoltavo pure quelli. Se avete un'oretta di tempo ascoltatevi You'll Rebel to Anything e soprattutto Frankenstein Girls Will Seem Strangely Sexy. Sono album fuori di testa e molto polarizzanti, o li amerete o li odierete. 

Terminata questa parentesi, parliamo dell'album. In sintesi: non è tutto questo capolavoro, ha canzoni dalla struttura leggermente ripetitiva, ma è molto carino. Non aiuta che il disco si apra con due pezzi belli come ''ULTRAnumb'' e ''Anti You''.


Aiuto, mi è venuta voglia di cercare AMV su Youtube 

Questi due sono gli esempi migliori della musica fornita dal progetto Blue Stahli, un Rock Elettronico al confine con l'Industrial Metal dai riff potenti. Quando sei un adolescente ti accontenti di poco. ''Anti You'' ha una marcia in più, è una canzone decisamente più curata e che bilancia le due dimensioni (Rock ed Elettronica) di Bret Autrey. L'album propone solo un'altra canzone di nota, ossia ''Give Me Everything You Got'', il modo ideale di chiudere tutto: in maniera esaltante e sparatissima, con la canzone più pesante dell'intero lotto, costruita sulla base di un riff solido e memorabile. Anche ''Corner'' e ''Breakdown'' sono carine, musica che mi aspetterei di ascoltare in un videogioco in cui ci si mena. Ora che ci penso sono musica proprio da gioco di Mortal Kombat.

Il resto dell'album, tuttavia, non si tiene su livelli altrettanto elevati, rivelandosi più una piacevole distrazione che altro. A parte ''Anti You'', canzone che ancora adesso mi porto nel cuore, i gruppi citati in precedenza sono esempi migliori di questo tipo di Rock/Metal. Devo ammetterlo, però, è stato bello rivisitare (e vergognarsi un poco) della musica che ascoltavo un paio di lustri fa, soprattutto cercando di considerare cosa ci trovassi di interessante musicalmente, perché all'epoca guardavo soprattutto a quello, non all'estetica che circondava progetti come questi. L'occhio verso l'aspetto estetico lo avrei sviluppato, paradossalmente, molto più avanti. Avremo tempo, dunque di incontrare molte cose del mio passato adolescenziale in questa rubrica.

Ma questa è una storia per un altro anniversario. 

Brani consigliati: ''ULTRAnumb'', ''Anti You'', ''Give Me Everything You Got''




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