Gorillaz dei Gorillaz compie 20 anni. Parliamone.


di Giovanni Bredo


L'anno è il 1998, e Damon Albarn è un uomo che potremmo tranquillamente definire come vicino al burnout: dopo dieci anni incredibilmente prolifici con i Blur, nei quali ha capitanato il movimento Britpop in una continua relazione di odi et amo con i fratelli Gallagher degli Oasis, il nostro uomo si trova con una band che si sta sfasciando e una relazione sentimentale con la cantante Justine Frischmann terminata dopo otto anni. In tutto questo la stagione del Britpop, il genere che Albarn aveva contribuito a creare, stava andando sempre più alla deriva del post-Be Here Now, il favoloso disastro in galleria che gli Oasis hanno buttato fuori nel 1997. Nello stesso identico anno i Blur avevano cominciato a guadagnare successo negli U.S.A., ma per motivi completamente opposti a quello per cui erano diventati famosi, con pezzi come ''Song 2'', canzone che per anni Albarn ha ripudiato e odiato.

Nello stesso periodo si apre uno spiraglio di sollievo per il cantante quando egli si ritrova a condividere l'appartamento con una persona che fino a pochissimo tempo prima non riusciva a sopportare: Jamie Hewlett, fumettista britannico conosciuto al tempo per la schioppatissima serie a fumetti Tank Girl. Da questa convivenza viene fuori l'idea per un progetto artistico e musicale che prenda un po'per il culo MTV e l'industria musicale, oltre a fornire una valvola di sfogo per Damon Albarn. Hewlett crea dunque dei personaggi per una band animata, cosa che garantisce un po'di anonimato ad Albarn. 

Nascono così i Gorillaz. E il loro primo album compie 20 anni oggi. Parliamone. 


Non che l'idea di una band animata fosse una cosa tanto innovativa, Alvin e i Chipmunks sono in giro dal 1955 dopotutto. Ma i Gorillaz avevano e hanno ancora adesso una vena artistica e di impegno nei confronti dei personaggi incredibilmente dettagliata, con biografie e passato di ogni singolo membro della band, ognuno con il proprio doppiatore (Albarn presta solo la voce quando canta), cambi di formazione precedenti, interviste sottoforma di corti animati e anche mini episodi in stile ''slice of life''. Intitolati G-Bites, si trovano su Youtube e sono un'aggiunta interessante al mondo dei Gorillaz. Ma noi siamo qui per parlare della musica, e c'è parecchio di cui discutere, a partire dai quattro singoli che fanno non solo da introduzione al progetto Gorillaz, ma anche al percorso che Damon Albarn decise di intraprendere. Qualcosa di completamente diverso dai Blur, anzi l'opposto. Prendiamo ad esempio pezzi come ''Tomorrow Comes Today'' o ''19-2000'', che sono il punto di contatto tra quanto fatto nella scena Britpop e i suoni Trip-Hop ed Elettronica Chill popolari in quello stesso frangente, roba tipo i Massive Attack. 

Soprattutto il Soulchild Remix di ''19-2000'', per me è la versione superiore di questo pezzo

C'è poi l'altra anima dei Gorillaz, quella Indie Rap rappresentata da pezzi come ''Rock The House'', nel quale Damon Albarn viene sostituito da Del the Funky Homosapien, leggenda del Rap anni '90 grazie ai suoi lavori solisti e con i suoi progetti Hieroglyphics e Deltron 3030. Pezzo costruito su una base Rap eccellente al cui cuore sta il flautino scrauso che insegnano a suonare alla scuola media. Geniale. 

Ci sarebbero poi altri pezzi di rilievo: ''Re-Hash'', ''5/4'', ''Punk'' e ''M1 A1'' si ricollegano all'anima Indie/Britpop dei Gorillaz, mentre altri come il trittico ''New Genius (Brother)'', ''Man Research (Clapper)'' e ''Sound Check (Gravity)'' sono chiaramente quel Trip-Hop/Alternative Hip Hop che diventerà il futuro del progetto. 

Non si può parlare di questo album senza però citare ''Clint Eastwood''.

A distanza di 20 anni è ancora un pezzo incredibile e fresco, anche se un po'overplayed. ''Clint Eastwood'' è la perfetta somma di quello che i Gorillaz sono e volevano essere: una fusione tra il mondo Indie e quello Hip Hop, con un ritornello memorabile di Albarn che esplode nei versi di Del. Che poi il progetto sia nato come critica all'industria musicale e sia culminato in una canzone che conosce anche mia nonna è qualcosa che si può definire un incidente di percorso o un'incredibile modo di diffondere il messaggio del progetto. Qualcosa che solo Damon Albarn potrebbe affermare con chiarezza. Nel frattempo proprio l'industria è stata la prima ad abboccare all'amo del progetto, garantendo anche (con una certa onestà, ammettiamolo) il desiderio di anonimato del cantante, giocando sull'alone di mistero della band. Chi ci fosse dietro quel progetto è abbastanza ovvio, soprattutto per i fan che erano abituati alla voce di Albarn, ma ciò non ha compromesso per nulla un'idea che ha portato una ventata d'aria fresca nella musica del XXI° secolo fin dal suo concepimento e lo farà in maniera egregia anche negli anni successivi, con video dopo video che sono ancora oggi uno spettacolo per gli occhi. 

Tutto questo per dire che, quando sarà il momento, parleremo ancora e ancora dei Gorillaz.

Ma questa è una storia per un altro annoversario.


Brani consigliati: ''Clint Eastwood'', ''Rock The House'', ''Tomorrow Comes Today'', ''19-2000 (Soulchild Remix)'', ''Man Research (Clapper)'', ''Re-Hash'', ''5/4''



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