Mezze Stagioni degli Ex-Otago compie 10 anni. Parliamone.




di Giovanni Bredo

Sempre in quel periodo nel quale mi ero messo in testa di ascoltare più musica italiana, mi ricordo di aver chiesto ai miei amici, che se ne intendevano della scena Indie più di me, una qualche opinione sugli Ex-Otago. Mi è stato detto che erano un gruppo ok, piacevole, ma nient'altro.

Mi sono dunque ascoltato la loro discografia, rimanendo piacevolmente sorpreso dai loro vecchi album, The Chestnuts Time (lol) e Tanti Saluti. Quello che mi ha convinto sulle potenzialità del gruppo genovese, però, è stato il loro terzo album.

Mezze Stagioni compie 10 anni oggi. Parliamone.

Gli Ex-Otago sono un gruppo che hanno sempre avuto questo sound molto tranquillo, quasi Chill/Lo-Fi con influenze diverse, e Mezze Stagioni, pur tenendosi su un binario abbastanza specifico, è forse il migliore esempio dello stile portato dalla band. Tutto questo per dire che se non sapete da dove cominciare il vostro ascolto della discografia degli Ex-Otago, Mezze Stagioni è un ottimo punto di partenza. 



C'è da dire che l'album ha una prima metà molto accattivante, e anche la migliore del lotto. Pezzi come ''Marco Corre'' (dedica all'atleta Marco Olmo, corridore estremo piemontese ultrasessantenne), ''Patrizia'' e soprattutto ''Figli degli Hamburger'' rappresentano gli elementi di forza dell'album: melodie orecchiabili, testi che sanno essere scanzonati e amarognoli al tempo stesso e una dose generale di leggerezza che si ricollega a quel sound Chill citato in precedenza. La seconda metà dell'album riserva delle belle sorprese, in particolare ''Holidays'' (rimando agli album precedenti della band) e soprattutto ''Costa Rica'', brano dal sound leggiadro, tranquillo e vacanziero senza essere tunz-tunz Reggaeton molesto. Festaiola è invece la conclusione dell'album, con la doppietta Indie-Pop-Chill ''DANCE A.M'' e la cover di ''The Rhythm of the Night'', classico Dance anni '90.
Sarò sincero, però, una delle canzoni che mi piace di più dell'intero album è proprio la conclusione strumentale, affidata a ''Bar del Corso'', pezzo già apparso (sempre strumentale) in Tanti Saluti: sono abituato da un sacco ad ascoltare playlist Lo-Fi/Chill con pezzi proprio come questi. Quando alla fine del brano si sentono tintinnii di cucchiaini e tazzine poi ... Sono suoni che mettono in pace col mondo.



Autoprodotto e finanziato tramite crowd-funding, Mezze Stagioni è un po' la somma di quello che sono gli Ex-Otago: un gruppo tranquillo, ligure (sono veneto e per me Genova è la Costa Rica, checché ne dica la canzone omonima, mi sono innamorato di Camogli), che è infatuato delle proprie influenze musicali e le mostra con orgoglio senza che sia ovvio quali siano. La band stessa ammette di aver preso da tantissimi artisti diversi con influenze difficilmente rintracciabili, ed è vero: quello degli Ex-Otago è un Indie-Pop innamorato tanto della scuola di cantautorato ligure quanto dell'Alternative italiano degli anni '90/'00 e della scena Indie che sarebbe esplosa di lì ad un passo con gruppi come I Cani e soprattutto Lo Stato Sociale. Io ci sento anche un po'dei Semisonic (''Patrizia'') e dei Tears For Fears (''Figli degli Hamburger'' e ''Gli ex-otago e la jaguar gialla'') per esempio. 

Mezze Stagioni è forse l'album che per me non solo rappresenta gli Ex-Otago, ma forse è anche il loro lavoro migliore e merita di celebrare il suo decennale. Detto questo, sarà un piacere vedere se riascoltare il resto della loro discografia, quando sarà il momento, cambierà questo giudizio.

Ma questa è una storia per un altro anniversario.


Brani consigliati: ''Marco Corre'', ''Patrizia'', ''Figli degli Hamburger'', ''Costa Rica'', ''DANCE A.M.'', ''Bar del Corso''



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