Eat The Phikis di Elio e Le Storie Tese compie 25 anni. Parliamone.






di Giovanni Bredo

C'è stato un periodo nel quale Elio e Le Storie Tese erano uno dei miei gruppi preferiti in assoluto. Adoravo i loro lavori, tifavo per loro spudoratamente ogni volta che apparivano a Sanremo, nonostante la qualità dei loro album fosse inferiore di uscita in uscita. Questo perché sono sempre stati un gruppo talentuoso, mostruosi a livello musicale e sempre capaci di tirare fuori una perla, anche nei loro momenti peggiori. A 14 anni mi innamorai di İtalyan, Rum Casusu Çıktı e di pezzi tipo ''Shpalman''. Poi a 17-18 anni scoprii Eat the Phikis, comprandolo in cassetta nel negozio di dischi del mio paese assieme a Metallo Non Metallo dei Bluvertigo e 3Prozac+ dei Prozac+. E? 

Mi è passata la fissa per Elio e le Storie Tese, ma non posso negare che Eat the Phikis sia forse uno dei loro lavori più riusciti oltre che celebrati. Forse è proprio l'ultimo album nel quale si sono lasciati andare all'energia travolgente e trasgressiva dei loro primi lavori. Forse è proprio l'ultimo grande album di Elio e Le Storie Tese. E proprio la settimana scorsa ha compiuto 25 anni. 

Parliamone, ma andando con ordine. 

Già, perchè un mese prima dell'uscita dell'album, parliamo del Febbraio del 1996, si svolge il festival di Sanremo. Come da tradizione, ci va la créme de la créme alla Edgar della musica italiana. La prima serata si apre con Bruce Springsteen che canta la cupissima ''The Ghost of Tom Joad''. Tra gli ospiti ci sono gente come i Blur, Alanis Morrissette e i Cranberries (wtf). Quell'anno tra le Nuove Proposte spuntano nomi come Syria, i Jalisse e Carmen Consoli. E tra i Campioni in gara figura gente come i Neri per Caso, i New Trolls con Umberto Bindi (fighissimo!), Enrico Ruggeri, Luca Barbarossa, Giorgia, Ivana Spagna, AL BANO. E in tutta questa professionalità chi salterà mai fuori, celebrati ma ancora con legami forti alla scena Alternative controculturale?

Un gruppo di folgorati milanesi che andavano sul palco con arti finti o vestiti come i Rockets ma con meno budget per i costumi, cantando una canzone contro tutto quello che Sanremo rappresentava. Non si può parlare di questo album senza parlare de ''La Terra dei Cachi''



Che sembra preistoria, ma i temi che tratta sono ancora sorprendentemente (e tristemente) attuali: malasanità, corruzione ed ecomostri, mafia e violenza. Italia sì, Italia no, Italia bum, siamo ancora la terra dei cachi del 1996. Forse è per questo che la canzone ha avuto una longevità così prospera. C'è da dire che la canzone è anche orecchiabile al massimo, memorabile e con due elementi strumentali non da poco: il primo è l'orchestra dell'Ariston condotta dal grande e incommensurabile maestro Beppe Vessicchio, che aggiunge al brano un po'di meritata profondità e solidità nell'arrangiamento. Il secondo è il basso di Faso. Porca vacca. Cristallino, Funky, la vera colonna portante della canzone. Il tutto condito da un'introduzione di quasi due minuti che altro non è se non la presentazione della band alla finale di Sanremo di quell'anno. Con tanto di versi di stupore nel vedere il gruppo truccato e in costume. Immaginatevi la faccia di Pippo Baudo. 

Già, tocca parlare dell'ALTRO motivo per cui ''La Terra dei Cachi'' ha tirato su un polverone. Il caso Elio e le Storie Tese vs. Pippo Baudo. Narra la leggenda che la canzone e la presenza stessa del gruppo fossero cose talmente fuori dagli schemi da costringere Pippo Baudo in persona a compiere brogli elettorali, facendo vincere ''Vorrei Vederti Tra Cent'Anni'' di Ron e Tosca. Hanno citato a giudizio gente per questa cosa. Voi immaginatevi Pippo Baudo sotto processo assieme ai vertici della RAI, accusati di aver truccato le votazioni di Sanremo. A me questa storia fa morire ogni volta che ne sento parlare, e a suo tempo ero uno strenuo (molto cringe anche) sostenitore della vera vittoria di Elio e Le Storie Tese. Ora non me ne frega più di tanto e vedo che anche i membri della band la pensano bene o male come me. ''Vorrei Vederti Tra Cent'Anni'' è una canzone comunque bellissima, soprattutto grazie alla voce incredibile di Tosca, che forse ha meritato la vittoria. La verità sul caso probabilmente se la porterà il Pippone nella tomba, ma certe leggende sono così intriganti proprio grazie a questi misteri irrisolti.


Tornando a parlare del resto dell'album imbossibile non citare l'altissimo livello musicale presente nei pezzi, con la band che salta di palo in frasca, di genere in genere: ''Milza'' è un ottimo ed elaborato esempio di Prog con un ritornello che non stonerebbe in un album dei Dream Theater o dei Liquid Tension Experiment, ''Li Immortacci'' riarrangia la celeberrima ''I Watussi'' di Edoardo Vianello (sfruttando anche la sua presenza) in un pezzo Swing sul Club 27. C'è spazio anche per l'Adult Contemporary Pop di ''First Me, Second Me'', benedetto dal contributo di una star del genere come James Taylor. Il mio brano preferito di questa macedonia di generi è forse ''T.V.U.M.D.B.'': una bella botta R&B in stile Earth, Wind & Fire/The Floaters che prende per il culo il povero Gary Barlow (il famoso ''cicciobombo dei Take That'', citazione tanto cara ad Alessandro Apreda presa proprio da questo pezzo) e cita l'attentato del 1995 nella metropolitana di Tokyo nel quale seguaci della setta Aum Shinrikyō hanno ammazzato 13 persone ed avvelenato più di 5500 individui con il gas nervino. Ah, e canta anche Giorgia in questo pezzo. Perché si, è una figata. 



Ci sono anche pezzi che sono diventati classici del repertorio di Elio e Le Storie Tese, a partire da ''Mio Cuggino'' e le sue innumerevoli e ridicole leggende metropolitane, ospiti d'eccezione Aldo, Giovanni e Giacomo. ''Burattino Senza Fichi'', parodia zozzona di Pinocchio, merita una menzione d'onore per una storia che mi porterò sempre nel cuore. Comincia tutto da un libro, la semi-biografia di Elio e Le Storie Tese Vite Bruciacchiate. Un libro bellissimo di cui potrei anche parlare in futuro. E ad un certo punto si parla della storia di un film da girare per promuovere ogni singola canzone di Eat The Phikis. Un film che sarà il mio Santo Graal fino alla fine dei miei giorni: Rocco e Le Storie Tese. Si, quel Rocco. La band scherza con l'idea di girare un video porno per ogni brano dell'album, finché Rocco Siffredi a quanto pare non lo ha girato per davvero questo film. Con tanto di esibizione live della band durante un'orgia. Nel mezzo della suddetta orgia arriva il momento che mi ha fatto morire leggendo il libro. Ve lo riporto per intero perché nessun riassunto riuscirebbe mai a rendere quanto sia bello:

''La situazione è di quelle che metterebbero chiunque a proprio agio: girare in mezzo a gente che chiava, fra alte grida di compiacimento in diverse lingue europee e in diversi dialetti italiani, stringendo la mano a signori che impalmano signore ignude e sedendosi a fianco di un ragazzo del fan club che si schiaffeggia il membro dicendogli: ''Ahò, te decidi a tirà?'', e facendolo girare a mulinello. Chiedo segretamente a Rocco di allontanare il ragazzo del mulinello dalle mie vicinanze perché mi procura un certo disagio; Rocco si produce in un capolavoro dialettico dicendogli: ''Ma no, cosa ci fai qui? Devi andare a crearmi un po'di movimenti laggiù, ho bisogno che animi quella zona'' e fa spostare il giovane più indietro, oltre la chorus line. Il ragazzo, poco convinto ma molto disciplinato, se ne va insieme al suo mulinello e raggiunge la desolazione delle retrovie. Poco prima di lasciarci mi confida che ''quella di Pinocchio'' (''Burattino Senza Fichi'' N.d.R.) è la sua canzone preferita. Grazie generoso amico, addio.''



C'è poi ''Tapparella'', considerato giustamente uno dei capolavori del gruppo: una meraviglia di Prog/Arena Rock anni '70 piena zeppa di battute memorabili e versi sull'imbarazzo di essere uno sfigato alle feste delle medie. Rido per non piangere con i flashback cringe di quando avevo 13 anni proiettati nel mio cervello. Forza Panino, siamo tutti Panino. 

Come ribadito sopra, Eat The Phikis è forse il culmine della carriera di Elio e Le Storie Tese a livello musicale, con passaggi azzeccati e altrettanti meno riusciti negli album futuri. Ma è forse anche il loro momento di maggiore impatto sulla Cultura Pop e sulla società italiana, il momento in cui sono usciti in maniera dirompente dalla loro scena per farsi conoscere da tutti in maniera definitiva. Il picco di una carriera lunga, piena di pezzi celeberrimi e una vera e propria dedizione al divertimento che ha combinato la tradizione demenziale di gruppi come gli Skiantos e gli Squallor con qualsiasi influenza passasse per la testa alla band e abilità musicali mostruose. Una carriera meno costante di quella di un ''Weird Al'' Yankovic, ma degna di essere rivisitata. Elio e le Storie Tese non saranno più tra i miei artisti preferiti, ma riascoltare Eat The Phikis mi ha fatto ricordare perché, ad un certo punto della mia vita, lo fossero.

Brani consigliati: ''La Terra dei Cachi'', ''T.V.U.M.D.B.'', ''Tapparella'', ''Mio Cuggino'', ''Burattino Senza Fichi''




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