Wasting Light dei Foo Fighters compie 10 anni. Parliamone.



di Giovanni Bredo


2007: i Foo Fighters pubblicano il loro sesto album in studio, Echoes, Silence, Patience & Grace. Viene generalmente considerato decente dalla critica, ma un ennesimo passo del declino della band cominciato tra il 1999 e il 2002 (dipende da chi chiedete, a me There Is Nothing Left To Lose piace un casino per esempio). Il successo di pubblico è invece enorme, complice l'immenso successo del brano ''The Pretender''.

2009: registrando un album di Greatest Hits dei Foo Fighters, Dave Grohl riallaccia i contatti con il produttore Butch Vig.

2010: Dave Grohl comincia a registrare dei brani demo finché è in tour con i Foo Fighters. Il suo desiderio è di tornare alla base del sound della band e creare qualcosa che definisca la carriera del gruppo. A quanto pare Dave Grohl si era momentaneamente dimenticato di The Colour and the Shape.

Settembre 2010: i Foo Fighters cominciano a registrare il loro settimo album nel garage di Dave Grohl. Che detta così sembra una cosa intima e DIY, ma probabilmente il suo garage è grande come una villetta palladiana.

12 aprile 2011: Esce Wasting Light. La critica dà di matto, annunciandolo come un ritorno di forma della band dopo dieci anni di album claudicanti.

Maggio/Giugno 2011: io ho 14 anni e leggo su Rolling Stone una recensione entusiasta del nuovo album dei Foo Fighters. Al tempo li conoscevo solo come ''Quelli di ''The Pretender'' e ''Learn To Fly'', dunque questo è il mio primo album dei Foo Fighters. L'ho adorato, ascoltandolo ripetutamente sul mio caro vecchio Nokia 5800 Xpress Music e poi su un Samsung Galaxy A3.

12 Aprile 2021: Wasting Light compie 10 anni. Parliamone.


Come detto sopra questo è un album per cui ho un particolare attaccamento nostalgico. È stato forse uno dei primi album che ho adorato, ricordandomi quasi ogni canzone. Con il tempo ho finito per perderlo di vista, dimenticarlo o semplicemente scoprire album migliori non solo di artisti simili, ma anche degli stessi Foo Fighters. Sembra che la critica abbia seguito il mio stesso percorso. Ogni volta che Wasting Light è citato da qualche parte (soprattutto su Stereogum a quanto pare), è citato come un disco con una dose incredibile di hype alle spalle che ha ripagato solo a metà, con alcuni pezzi incredibili e altri incredibilmente dimenticabili. Quell'hype era forse giustificato?

Si, cazzo si. Dave Grohl continuava a parlare di un ritorno alle origini del gruppo. Il chitarrista Pat Smear, fondatore dei Foo Fighters, ma soprattutto dei Germs e seconda chitarra nei Nirvana era da poco rientrato nella formazione. Quel Butch Vig alla produzione? Aveva visto Grohl crescere, avendo prodotto un piccolo, incredibile album chiamato Nevermind.

Magari ne avete sentito parlare.

Aggiungiamo anche le varie collaborazioni nell'album: Bob Mould degli Hüsker Dü, Lemmy dei Motörhead, ma soprattutto Krist Novoselic, il bassista dei Nirvana. C'era dunque motivo di essere esaltati all'uscita di Wasting Light, considerando che l'album si apre in maniera incredibile. 

''Bridge Burning'' è stata per un bel po' la mia canzone preferita dei Foo Fighters (per la cronaca ora sono passato a ''I'll Stick Around'') e riascoltarla mi ha fatto capire pienamente perché: l'intro ha un crescendo esaltante, che esplode in giri a tre chitarre e una potenza vocale che Dave Grohl non tirava fuori da anni. Nella loro recensione di questo album, su Pitchfork dissero che ''nonostante l'album sia stato registrato in un garage, il suo habitat è l'arena'' ed è assolutamente vero. Un pezzo come ''Bridge Burning'' non ha come obiettivo sfondare i muri del vicinato, ma far saltare la gente in uno stadio, e ci riesce incredibilmente bene. Con quel riff in cavalcata e le armonizzazioni del ritornello si sentono anche le scappatelle di Grohl nei Queens Of The Stone Age. Non scherzo quando dico che ''Bridge Burning'' non sarebbe sfigurato in un album come Songs For The Deaf (o quantomeno Lullabies To Paralyze).

''Rope'' è stato il primo assaggio che il pubblico ha avuto di Wasting Light, e penso di capire perché abbia contribuito all'hype. È forse uno di due pezzi che la gente si ricorda da questo disco, e sebbene la sua prima metà non sia poi un granché, la seconda parte del pezzo cerca di ricatturare la rocciosità dei vecchi lavori dei Foo Fighters, riuscendoci. La sezione strumentale che sfocia nell'assolo? Wow. Forse il brano che più ha contribuito a dare agli ascoltatori quell'idea di ''ritorno'' dei Foo Fighters è ''White Limo'' ed è effettivamente il pezzo più ''cattivo'' dell'album. Detto questo, lo adoravo a 14 anni, è ancora uno dei brani migliori dell'album, ma è un po'ripetitivo e superficialmente ''cattivo''. Non cerca di ricatturare lo spirito dell'Alternative anni '90 di cui i Foo Fighters facevano parte, ma si ricollega ad un tipo di Hard Rock senza particolari fronzoli. Sotto certi punti di vista è un ascolto molto piacevole perché non assomiglia a nient'altro nella discografia di Dave Grohl. Infine, ''Dear Rosemary'' e ''These Days'' sono gli esempi migliori di quello che è la maggior parte dell'album, ossia canzoni che si ricollegano a quasi tutta la discografia dei Foo Fighters post-1999: piacevoli pezzi Alternative Rock, orecchiabili e a volte memorabili, forti nei ritornelli e meno nelle strofe. I due pezzi citati si elevano per due principali motivi: sono gli unici nei quali si sente dell'emozione e della passione. In ''Dear Rosemary'' la presenza di Bob Mould dà più carattere ad un brano che altrimenti sarebbe stato nella media. ''These Days'' è invece sorprendentemente malinconico, delicato in un modo che poche volte i Foo Fighters sono riusciti ad essere. Live questo pezzo deve essere una meraviglia, ogni volta che Grohl introduce il ritornello urlando ''Easy for you to say'' mi sobbalzano i nervi, si sente proprio la sua energia. 

Ma la domanda è: dov'è Novoselic? Dov'è quello dei Nirvana che non si cagava nessuno ed ora è un sostenitore dell'alt-right? Traccia numero 10: ''I Should Have Known''. Sarò sincero, mi ero dimenticato addirittura che questo brano esistesse e dopo averlo ascoltato penso di capire perché: è sorprendentemente dimenticabile, un po'spento tranne nel finale dove il gruppo tira fuori le palle e un finale veramente notevole. Peccato però, se il brano fosse stato tutto come quel finale, ne sarebbe risultato qualcosa di memorabile. Qualcosa come il finale dell'album, l'altro brano che la gente si ricorda da Wasting Light: ''Walk''.

Ossia l'unico pezzo che ricorda veramente il passato della band, tant'è che sembra veramente qualcosa di uscito da There Is Nothing Left To Lose o, non me ne vogliate, The Colour and the Shape. ''Walk'' è semplicemente un ottimo pezzo Alternative Rock/Hard Rock. Un brano che continua a costruire su sé stesso, salendo sempre di più e dimostra, una volta di più, quello di cui i Foo Fighters sono capaci. Soprattutto è un brano speranzoso, che posto così alla fine sembra dire ''questi siamo noi, e continueremo così''. Lo hanno fatto, Dave Grohl e compagni? Difficile dirlo. Soprattutto se, come me, non avete ascoltato nessuno degli album che i Foo Fighters hanno rilasciato dopo Wasting Light

Ma questa è una storia per un altro anniversario.

Brani consigliati: ''Bridge Burning'', ''Rope'', ''Dear Rosemary'', ''These Days'', ''White Limo'', ''Walk''





La Ciliegina Sulla Torta:



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