Suburbia I've Given You All And Now I'm Nothing dei The Wonder Years compie 10 anni. Parliamone.
di Giovanni Bredo
I The Wonder Years sono uno di quei gruppi che ho sempre voluto approfondire meglio. A partire dal 2015 o giù di li avevo sentito parlare molto, MOLTO bene su Youtube del loro album No Closer To Heaven. Al tempo avevo anche ascoltato qualche pezzo (bellissima ''I Don't Like Who I Was Then''), ma non ci avevo dato tanto peso fino al 2019 o giù di lì, quando ho veramente cominciato ad appassionarmi alla scena Emo/Pop Punk. Poi un paio di settimane fa ho letto questo bellissimo articolo di Stereogum sulla storia della scena Pop Punk dai tardi anni '00 ad oggi visto l'enorme revival nostalgico per questo genere. Uno dei gruppi citati in quell'articolo erano proprio i The Wonder Years, e visto un loro imminente anniversario mi sono detto: ''sai che c'è? Forse è proprio il caso di dargli una possibilità''. Il risultato? Vedrete.
Suburbia I've Given You All And Now I'm Nothing compie 10 anni oggi. Parliamone.
Il meraviglioso titolo dell'album è la chiave per la sua comprensione, e si divide in due elementi fondamentali. Il primo è ''Suburbia''. Dopo due album e numerosi tour i membri della band si prendono una pausa e il cantante Dan Campbell torna nel suo luogo di nascita, Lansdale, un sobborgo di Philadelphia. Dopo tour su tour e passaggi per grandi città il ritorno al piccolo sobborgo natio è straniante, quasi alieno da come traspare nell'album. In questa intervista a Vice, Campbell esprime come il processo di scrittura delle canzoni di Suburbia (da ora in poi l'album sarà abbreviato così) sia stata per lui l'occasione di osservare il luogo in cui è nato con un occhio più critico. L'intero brano ''Suburbia'' ne è un esempio lampante, così come ''Local Man Ruins Everything'' (inserire qui il meme di Capitan America che dice ''I understood that reference'') e l'intero ritornello di ''Summers in PA'':
There's something about weeknights in the suburbs
And there's something about me and all my friends
Kings of awkward situations
The plum blossoms are falling
I'm more than happy going down with them
Questa sezione dello spirito dell'album mi ricorda un sacco ''Castle On The Hill'', il mio brano preferito di Ed Sheeran e canzone che mi muove l'animo ogni volta che la sento. Anche lì era presente l'occhio critico e la nostalgia per la cittadina natale e le persone di un tempo, ma i The Wonder Years portano una versione meno ottimista e più confusa di quel sentimento. La cosa che più si può accomunare a Suburbia è forse La Mia Vita a Garden State, film con Zach Braff e Natalie Portman che è molto simile a questo album, ma è anche molto più pretenzioso e sconnesso dalla dimensione realistica dei The Wonder Years. Ma in Suburbia non c'è Natalie Portman che porta gioia ed allegria, ma storie di bravate fatte da adolescenti e ricordi dei locali in cui i membri della band andavano a divertirsi (''Coffee Eyes'').
La seconda chiave di comprensione dell'album è ciò da cui deriva la quasi interità del suo titolo: ''America'' di Allen Ginsberg. Il poema è citato innumerevoli volte nel corso dell'album, fin dai suoi primi secondi. Il poema, molto critico nei confronti dell'America, ha aiutato la band ad osservare meglio la propria comunità. C'è spazio nell'album, dunque, per discutere situazioni di degrado (''I've Given You All'', la già citata ''Suburbia'') e anche il rapporto della comunità con la propria moralità e la religione, evidenziandone le contraddizioni (''I Won't Say The Lords Prayer'' e ''You Made Me Want To Be A Saint''). Sebbene questo aspetto sia molto interessante, è forse quello meno sviluppato dell'album, ed anche quello che funziona meno. Il vero focus dell'album è l'esplorazione personale ed il rapporto con la comunità, ed in questo l'album eccelle. Il sound dell'album è altrettanto d'impatto, con pezzi che spingono sulla velocità e sulla potenza senza risentirne a livello emotivo. Ne sono un esempio lampante quattro pezzi in particolare che sono le punte di diamante dell'album.
I brani in questione sono ''Came Out Swinging'', ''Woke Up Older'', ''Hoodie Weather'' e ''And Now I'm Nothing''. Ed onestamente è molto difficile parlarne, almeno per me. Sono la somma dell'intero messaggio dell'album e delle sue due anime. A livello di sound sono una più bella dell'altra (''And Now I'm Nothing'' è forse un pochino deboluccia, ma il testo e l'emotività compensano). Sono un concentrato di pensieri da crisi di quarto d'età potente e speranza per il futuro. Sono anche brani che danno perfettamente voce al sentimento di alienazione ed incertezza di chi, come me, sta per affrontare o sta già affrontando le difficoltà della vita adulta in un mondo in costante cambiamento. ''Hoodie Weather'' e ''Woke Up Older'' sono forse le canzoni che mi hanno colpito di più nella loro rappresentazione di straniamento e senso di non appartenenza, l'idea di vedere gente sempre più giovane e completamente sconosciuta tutt'intorno, di sentirsi all'improvviso vecchi, fossili a 24 anni. Alla fine, però, l'accettazione e la consapevolezza di avere tempo e possibilità per stare meglio e fare qualcosa della propria vita sono la soluzione al dilemma dell'album. ''And Now I'm Nothing'' conclude l'album dicendo che la felicità e la serenità con sé stessi sono obiettivi che si possono raggiungere nonostante le avversità, ricollegandosi perfettamente a tutto ciò che viene detto nella opener ''Came Out Swinging''.
Suburbia I've Given You All And Now I'm Nothing è un album che non avrei mai pensato potesse essere così incredibile. Non perché sia una dimostrazione di bravura tecnica o di espressione letteraria, ma perché è un album di cui avrò forse bisogno in questo momento della mia vita. Per ricordarmi che si, dovunque mi porti la vita una parte di me sarà sempre legata a questa cittadina veneta dove abito,ma anche per dare una voce a sentimenti che cresceranno con l'avanzare dell'età. È un album che mi è servito quando ne avevo bisogno, che mi ha aiutato a sfogarmi. È un album che ho amato ascoltare, e che forse è diventato uno dei miei dischi preferiti.
Non avrò passato l'inverno a scrivere canzoni per stare meglio, come canta Dan Campbell in ''Came Out Swinging'', ma sento che tutto può migliorare.
Brani consigliati: ''Came Out Swinging'', ''Woke Up Older'', ''Coffee Eyes'', ''Hoodie Weather'', ''And Now I'm Nothing'', ''Summers in PA'', ''My Life As A Pigeon''



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