Sulla Linea d'Orizzonte Tra Questa Mia Vita E Quella Di Tutti dei Raein compie 10 anni. Parliamone.
di Marco Palatella
A quanto pare, il 2011 per l’emo italiano è stato un anno parecchio redditizio: lo dimostra la mia recensione di qualche settimana fa di Legna dei Gazebo Penguins, in cui, oltre ad elogiare il suddetto lavoro, lo mettevo in relazione ad altri dischi usciti proprio quell’anno. Se però con i Gazebo Penguins si parlava più propriamente di emocore, non possiamo dimenticarci del lato più estremo del genere emo, cioè lo screamo, che già dagli anni 2000 poteva vantare interpreti di prim’ordine in Italia (es. i La Quiete), con una scena che anche gli appassionati dall’estero ci invidiano: tra questi spiccano i Raein, band attiva dal 2002, ma che solo nel 2011, appunto, pubblicherà un album in lingua italiana, intitolato Sulla Linea D’Orizzonte Tra Questa Mia Vita E Quella Di Tutti.
A dire il vero, i Raein avevano smesso di utilizzare l’inglese per i loro testi già dal 2008, con l’EP Ogni Nuovo Inizio, ma, appunto, si tratta di un EP e non di un full length, nonostante si noti chiaramente che ha posto le basi per l’album successivo.
Per una band non anglofona, decidere di scrivere usando la propria lingua nativa è una scelta che ha un peso non indifferente: significa aggiungere una personalità in più ai propri pezzi ed entrare in maniera più mirata nella “storia” di un determinato genere nel proprio paese d’origine, delineandone le caratteristiche a livello nazionale.
Ed è proprio questo quello che è successo con Sulla Linea D’Orizzonte Tra Questa Mia Vita E Quella Di Tutti, che di fatto è entrato a far parte della storia dello screamo italiano, andandone a delineare i tratti. Un’affermazione così forte come questa, però, ha bisogno di motivazioni valide, che cercherò di dare nelle prossime righe.
Innanzitutto, Sulla Linea D’Orizzonte Tra Questa Mia Vita E Quella Di Tutti vanta una produzione ed un songwriting decisamente al di sopra della media (siamo quasi ai livelli degli Storm{O}, che comunque arriveranno 4 anni dopo). Per quanto riguarda la produzione, il suono è fin troppo pulito per un disco di matrice hardcore, ma allo stesso tempo molto cupo e malinconico, e riesce a rendere molto bene ciò che il disco vuole trasmettere. Per quanto riguarda il songwriting, invece, le chitarre qui la fanno da padrone, con melodie molto studiate e a tratti intricate, che sfociano quasi nel math rock; sono inoltre presenti alcuni accorgimenti stilistici particolari, come ad esempio i cori in ''Oggi Ho Deciso Di Diventare Oro'' e il synth in ''Dopo Di Noi La Libertà'', che rimandano ad altri generi e arricchiscono il platter, rendendolo più piacevole da ascoltare.
Infine i testi, che meritano un discorso a parte. Non è facile scrivere in italiano dopo che si è abituati a farlo in inglese, ma i Raein avevano già maturato esperienza grazie all’EP Ogni Nuovo Inizio, e i risultati si vedono: le lyrics di Sulla Linea D’Orizzonte Tra Questa Mia Vita E Quella Di Tutti calzano a pennello con il sound del disco, essendo testi molto cupi, riflessivi e lessicalmente complessi, cantati in urlato hardcore, messo, però, in secondo piano rispetto agli altri strumenti. A tal proposito segnalo il testo di ''Nirvana'', una delle canzoni più belle e struggenti del disco, anche se possiamo trovare esempio di quanto detto prima in tutti i brani dell’album.
Sulla Linea D’Orizzonte Tra Questa Mia Vita E Quella Di Tutti è un disco che fa male ad ogni ascolto, e lascia addosso un senso di desolazione, tristezza e malinconia che, nonostante sia tipico del genere, in pochi riescono ad eguagliare. Ed è proprio per questo, e per quanto detto prima, che ha senso considerarlo una pietra miliare e festeggiare il suo decimo compleanno, munendoci di fazzoletti per asciugarci le lacrime.
Brani consigliati: ''Nirvana'', ''Trasparenti Oscure Virtù'', ''Costellazione Secondo Le Leggi Del Caso'', ''Oggi Ho Deciso Di Diventare Oro'', ''Dopo Di Noi La Libertà'', ''Come Materia Infinita''
Il disco non è attualmente disponibile su Spotify, ma si può ascoltare integralmente su Youtube. Cominciate l'ascolto da qui:
Marco Palatella (1999) torna come nostro consulente per la sfera Rock e Metal. Studente di lingue all'università di Padova, Marco è anche chitarrista nel gruppo Post Hardcore Vremja. Per sostenerli potete seguirli su Facebook e Instagram oppure ascoltare il loro EP omonimo, Vremja, su Spotify e Bandcamp. Fidatevi, è un ascolto caldamente consigliato.
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