Morning View degli Incubus compie 20 anni. Parliamone.


 

di Giovanni Bredo


Che influenza hanno gli Incubus sulla scena rock contemporanea? 

Una domanda la cui risposta non è così immediata, soprattutto considerando che gli Incubus sono un gruppo che ha sempre fatto un po'quello che gli pare, dentro certi schemi della scena rock e fuori di essi allo stesso tempo. Morning View, che compie 20 anni oggi, è forse l'esempio perfetto dell'approccio che gli Incubus hanno portato ad una scena che spesso li ha etichettati frettolosamente e grossolanamente. 

Parliamone, dunque. 

C'è un errore comune da sfatare quando si ascolta Morning View. Ascoltare l'opener ''Nice To Know You'' con i suoi riffoni introduttivi e gli scratch della console del DJ fa pensare fin da subito ''Bestia, questo è nu metal''. 

Effettivamente il cantato delicato ma ritmato, simile a tratti ad un flow rap, di Brandon Boyd (soprattutto nella sovracitata ''Nice To Know You'' e in ''Blood On The Ground'', ma soprattutto in ''Circles'') ricordano la scena nu metal in cui gli Incubus sono stati spesso accorpati. ''Circles'' ha molto in comune con le forme più commerciali e ''soft'' di nu metal, come ad esempio gli Hoobastank. Ma sarebbe altamente riduttivo considerare gli Incubus come legati all'ambiente nu metal. Se c'è un sound che domina assolutamente l'album è quello della scena post-grunge, con moltissimi elementi in acustico che sbucano fuori in pezzi come ''Wish You Were Here''. Non fatevi distrarre dagli scratch del DJ, ascoltate piuttosto la batteria e quegli intermezzi di chitarra acustica. Degno dei migliori album di quella scena musicale. La combinazione tra post-grunge, alternative metal e nu metal non è niente di nuovo, qualcosa di già sperimentato dai Days Of The New nel loro primo album omonimo del 1997 (gran bel disco). ''11 am'' e ''Are You In?'' continuano sulla linea post-grunge, capitanate con forza dalla voce di Brandon Boyd e dal lavoro di chitarra di Mike Einziger, variegato ed ispirato in un modo che alla band non sarebbe più riuscito così bene in futuro. 

Si sente anche l'influenza dei Radiohead, tra mille altre cose, in Morning View. Difficile trovare qualcuno che NON avesse subito l'influenza dei Radiohead in quegli anni, soprattutto dopo il terremoto provocato nella scena musicale tra il 1997 e il 2000 dalla doppietta OK Computer/Kid A. Anche qui, però, gli Incubus riescono ad incorporare influenze e stile personale. L'intro di ''Just A Phase'' è elettronica che non stonerebbe in Kid A o Amnesiac, ma con la chiara presenza degli Incubus. Forse l'esempio perfetto dell'approccio ''buffet'' degli Incubus è il pezzo che chiude l'album, ''Aqueous Transmission''

Pipa cinese, arie orientaleggianti, ma accoppiati a voce delicata alternative rock e campionamenti. L'est incontra l'ovest e il risultato è trascendentale, forse uno dei pezzi migliori di un album che presenta una sorpresa dietro l'altra. L'approccio testuale del brano è quello che accomuna un po' l'intero album, la scoperta spirituale di sé stessi e del proprio rapporto con gli altri. Che questo avvenga con una base più cattiva o delicata poco importa, ciò che conta è quello che si prova ascoltando Morning View. Dallo sfogo fisico di ''Circles'' al mood da rilassamento completo di ''Aqueous Transmission'' il passo è sorprendentemente breve. 

Ritornando alla domanda con cui ho aperto questo articolo, l'influenza degli Incubus sulla scena musicale contemporanea è nulla e in qualche modo presente allo stesso tempo. Sebbene ormai quasi niente assomigli a loro nella scena rock, alcuni elementi di Morning View, soprattutto quelli più delicati, si trovano ancora nella scena Indie e Alternative. Fondendo le influenze più disparate e filtrandole attraverso il proprio stile, la formula degli Incubus è un fossile di un tempo che fu che regala ancora delle sensazioni interessanti. E Morning View è l'esempio migliore di questo approccio.

Decisamente un disco che rispolvererò a più riprese, non appena scoprirò dove l'ho perso. Sicuramente è da qualche parte in giro per camera mia. 

Brani consigliati: ''Aqueous Transmission'', ''Nice To Know You'', ''Circles'', ''Wish You Were Here'', ''11 am'', ''Just A Phase'', ''Echo''





Giovanni Bredo (1996) è l'autore dell'articolo di oggi. La musica rilassante/mood è una costante che salta fuori a sprazzi nella sua vita e nei posti più inaspettati. Ultimamente salta fuori soprattutto quando insegna ai bambini, mettendo come sottofondo ai lavoretti dei pargoli Jazz rilassante e musica elettronica leggera. Studente di inglese all'università Ca'Foscari di Venezia, è attualmente al secondo anno di laurea magistrale e ascoltare gli Incubus in treno, circordato dal nebbione della laguna è stata per lui un'esperienza surreale. 

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