Spaghetti-Pop, Ep.21 : ''Il Cielo in Una Stanza'' di Mina

''Il Cielo in Una Stanza'' - Mina

12 Settimane. #1 nelle classifiche dal 15/10 al 24/12 1960 e il 7/1 1961.


Mina, si che bello, tiriamo su il livello della qualità. 

Una delle più grandi canzoni dell'anno 1960 e a ragione. ''Il Cielo in una Stanza'' funziona su tutti i livelli, pur non avendo l'energia di ''Tintarella di Luna''. Questo perché Mina è Mina. Quello che in mano a qualsiasi altro artista sarebbe stata un'esecuzione mediocre e sprecata, in mano a Mina diventa capolavoro, perché con quella voce può fare quello che vuole. Il controllo, l'emozione pura, le vibrazioni dell'anima di Mina in questa canzone sono qualcosa di indescrivibile, è un'esecuzione ai livelli della teatralità ottima. E ad accompagnare la voce di Mina troviamo una sezione archi formidabile, da opera teatrale, ricca nell'arrangiamento e che si gode un assolo che è pura emozione (ed è chiaramente un momento da standing ovation nelle esibizioni live, si sente lontano chilometri e sono meritatissime). 

Ma alla base di tutto c'è il testo, scritto da Gino Paoli e proposto a Mina da Mogol. Delicato, amaro e dolce, toccante, semplicemente l'ossatura e la ciliegina sulla torta al tempo stesso di un pezzo che emoziona sempre di più con ogni ascolto, cogliendone ogni volta delle sfumature diverse. Qui ci si allontana quasi dalla canzone e si raggiunge la poesia, in maniera non tanto diversa da quanto fatto da Anna Maria Ortese nel suo libro ''Il Mare Non Bagna Napoli'', tanto è simile questa rappresentazione di poeticità ed abbandono al desiderio di libertà in una situazione di decadimento. 

Non so che altro aggiungere, tutti ormai hanno parlato di questo brano, e di sicuro lo hanno fatto meglio di me. Per quel che mi riguarda io mi sono innamorato di questa canzone. 

10

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